Chieti. La Asl di Chieti noleggia un angiografo a 231 mila euro

Il nuovo assessore regionale alla sanità alle prese con vecchie prassi

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Chieti. La Asl di Chieti noleggia un angiografo a 231 mila euro




CHIETI. Una delibera della Asl di Chieti impegna 231 mila euro per il noleggio trimestrale di un angiografo su mezzo mobile, da utilizzare nelle more della sistemazione dei nuovi locali e del nuovo angiografo temporaneamente in fase di trasferimento.
Lo strumento, utilizzato per la diagnostica interventistica cardiologica e periferica, servirà in questo periodo ad assicurare le prestazioni necessarie per gli esami vascolari ed entrerà in funzione in questa settimana di fine giugno, dopo i collaudi previsti.
L’angiografo è stato affittato perché – come si legge in delibera – non ci sono in atto convenzioni Consip di riferimento, per cui si è ricorsi al cottimo fiduciario, pubblicando un avviso sul sito della Asl al quale ha risposto solo una ditta. In realtà la prima offerta era di 79 mila euro/mese, poi ridotta a 63 mila euro, per un totale – come detto – di 231 mila euro iva inclusa.
Poco, tanto? Soldi buttati o soldi recuperati?
Certo è che il nuovo assessore alla sanità dovrà fare i conti con questi metodi di gestione dei macchinari, che sono ricorrenti e che spesso si traducono in un esborso di denaro che potrebbe essere meglio utilizzato per l’acquisto piuttosto che per il noleggio di mezzi mobili. Come è capitato per la Tac Pec che due anni fa sollevò le perplessità dei sindacati ed una dura presa di posizione del dottor Alessandro Di Felice, segretario dei primari ospedalieri. Da allora è stata posizionata alle spalle del 118, nella parte retrostante del SS. Annunziata, al costo di poco meno di 200 mila euro/semestre e che non si sa quanto è costata finora. Capiterà lo stesso per il nuovo angiografo?
Non è escluso, visto che spesso nelle Asl quello che viene presentato come provvisorio diventa permanente o comunque molto dilazionato nel tempo. Probabilmente l’Uoc (l’unità operativa complessa) di ingegneria clinica non aveva altre soluzioni di emergenza, ma forse il problema è proprio questo: non arrivare all’emergenza per giustificare spese che alla fine si traducono in sprechi. Chissà che ne pensa Silvio Paolucci, il nuovo assessore alla sanità che ha anche la delega per il bilancio e che quindi deve far tornare i conti.

Sebastiano Calella