LA SENTENZA

Consiglio Stato: elezioni Sulmona valide, respinto ricorso

Era stato presentato dopo morte candidato sindaco nel 2013

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Peppino Ranalli

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SULMONA. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla lista Sulmona Democratica per annullare le elezioni amministrative del 26 e 27 maggio del 2013 che hanno portato alla elezione del sindaco Peppino Ranalli.
Confermata dunque la linea del Tar che già ad ottobre aveva decretato la regolarità del voto.
La nuova decisione è di ieri con la pubblicazione delle motivazioni che hanno portato i giudici amministrativi a respingere il ricorso che, se accolto, avrebbe portato a nuove elezioni.
Alla base del ricorso c'era stata la morte del candidato sindaco di Sulmona Democratica, Fulvio Di Benedetto avvenuta il 15 maggio 2013, quando le liste erano già chiuse.
Di Benedetto morì mentre partecipava ad un confronto con gli altri candidati sindaci nell'Officina dei Sapori Cescot Abruzzo di Sulmona. Inutile ogni tentativo di rianimarlo.
Secondo i ricorrenti mancando una espressa disciplina legislativa per i Comuni sopra i 15 mila abitanti, bisognava applicare la legge dei Comuni più piccoli che prevede, invece, il rinvio della consultazione elettorale. «L'assunto - secondo i giudici amministrativi - non è condivisibile, atteso che le due fattispecie sono profondamente diverse, come si ricava proprio da un esame attento della sentenza numero 304 del 24 luglio 1996 della Corte Costituzionale».
Da questa sentenza "«i evince, infatti, che mentre per i comuni di piccola dimensione il legislatore, ab origine, non aveva in alcun modo disciplinato la circostanza del decesso del candidato sindaco prima della votazione (che in detti comuni si tiene in un'unica tornata), per gli enti di maggiore dimensione il legislatore non ha deliberatamente inteso prevedere conseguenze per il decesso del candidato sindaco antecedentemente al primo turno di votazione, ma ha, invece, espressamente previsto, che in caso di decesso del candidato sindaco ammesso al ballottaggio, partecipi al ballottaggio stesso il candidato che lo segue in graduatoria».
«Il ricorso deve essere respinto - conclude il Consiglio di Stato - e, per l'effetto, anche la questione di legittimità costituzionale sottoposta, come già ritenuto dal Tar, deve essere dichiarata manifestamente infondata».