LA DENUNCIA

Balneazione, la minoranza accusa Florindi: «non ha garantito la sicurezza»

«Il sindaco riferisca pubblicamente su quanto accaduto»

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Balneazione, la minoranza accusa Florindi: «non ha garantito la sicurezza»

La spiaggia di Città Sant'Angelo




CITTA’ SANT’ANGELO. «L’Arta Abruzzo aveva lanciato l’allarme balneazione già a fine maggio ma il Comune non ha emesso alcuna ordinanza di divieto».
Lo denuncia il gruppo consiliare di minoranza ‘Responsabilità Comune’ di Roberto Ruggieri che racconta di aver fatto un accesso agli per ricostruire l’intera vicenda. Risultato? Secondo loro il Comune non avrebbe firmato una ordinanza di divieto di balneazione, così come richiesto dall’Arta. Ma il documento sarebbe stato firmato solo una settimana dopo, quando proprio l’agenzia regionale aveva segnalato che il divieto poteva essere eliminato.
«Il 30 maggio», ricostruisce il gruppo di minoranza, «è arrivata una nota dell’Arta finalizzata all'accertamento dell'opportunità di revocare un'ordinanza di divieto di balneazione delle acque di Città Sant'Angelo, un’ ordinanza che dunque l'amministrazione avrebbe dovuto emettere in precedenza. Dal momento che i risultati analitici delle stesse non erano conformi ai parametri richiesti dalle leggi vigenti, l'Arta ha giudicato non revocabile la stessa».
Secondo la minoranza, che ha fatto un accesso agli atti, «l’amministrazione non aveva ancora emesso nessuna ordinanza di divieto di balneazione, per motivi che ignoriamo al momento».

Il 3 giugno l’Arta ha effettuato un nuovo campionamento di acqua e ha individuato la presenza di un tubo che sversa direttamente in mare ed ha analizzato la qualità di queste acque rilevando una contaminazione di natura fecale.
«L’agenzia», ricostruisce la minoranza, «ha inviato i risultati al Comune di Città Sant'Angelo il 5 giugno dichiarando, che al momento non era possibile revocare il divieto di balneazione, (evidentemente nella convinzione che fosse tato emanato). Solo dopo questa nota il Comune, con Ordinanza n.51 del 6 giugno, ha emesso una ordinanza di divieto di balneazione a firma di Alice Fabbiani».
Lo stesso giorno l’Arta ha effettuato un nuovo campionamento sulle acque antistanti il litorale di Città Sant'Angelo; il 9 giugno ha inviato i risultati al Comune, stavolta conformi ai parametri previsti, dunque ha autorizzato la revoca del divieto di balneazione, aggiungendo «si consiglia al Sig. Sindaco di indagare sulle caratteristiche del tubo relativo al prelievo del campione sopradescritto e di vigilare sulla qualità dell'acqua che, tramite il tubo in questione, raggiunge il mare».
«Dunque», ricostruisce la minoranza, «il 10 giugno il sindaco revoca il divieto di balneazione emesso con la precedente ordinanza ma da questa ricostruzione si ritiene che con la sua condotta omissiva consistente nel non dare seguito alle indicazioni dell' Arta sicuramente precedenti al 3 giugno, il Comune non abbia assolutamente garantito la tutela della salute pubblica mettendola altamente a rischio non fornendo le dovute informazioni sulla balneabilità delle sue acque. Di questa inefficienza e inerzia aggravate dall'avere ad oggetto un bene primario quale la salute e sicurezza delle persone, vorremmo che il sindaco riferisse pubblicamente».