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Pescara. Azienda di soggiorno, un ricorso al Tar per ‘liberare’ il commissariamento ventennale

Contenzioso da 700 mila euro tra gestore e regione

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Pescara. Azienda di soggiorno, un ricorso al Tar per ‘liberare’ il commissariamento ventennale




PESCARA. C’è un contenzioso che sfiora il milione di euro e ingarbuglia le vicende che ruotano intorno all’azienda di soggiorno di Pescara, proprietaria del complesso turistico le Naiadi.
L’azienda è gestita da 22 anni da un commissario liquidatore, Giovanni Farchione, che da molto tempo chiede di porre fine al suo mandato.
Tre le parti in causa nel contenzioso: il gestore che chiede alla Regione 750 mila euro per lavori effettuati all’interno del complesso sportivo, la Regione che alza le spalle e contemporaneamente punta il dito contro Farchione, ‘intrappolato’ nella sua veste dal 1992.
La Regione non vuole ‘liberarlo’, lui non si è dimesso ma c’è un ricorso che pende al Tar e dovrà decidere nei prossimi mesi.
Insomma dal momento che l’organo politico dopo innumerevoli, inutili e ulteriori solleciti, ha deciso di prorogare l’incarico sarà adesso la giustizia amministrativa a dover decidere la sorte del commercialista e dell’azienda che si avvita dunque su un doppio binario.
I giudici potrebbero decidere per il definitivo scioglimento dell’Ente, se dal caso nominando un commissario ad acta.
Un ultimo atto verso lo scioglimento (ancora non avvenuto) la politica regionale lo ha fatto 7 mesi fa. Lo testimonia la delibera 885 del 25 novembre del 2013 che ripercorre anche il prologo del contenzioso tra le parti.
Il titolo del documento è inequivocabile: «cessazione attività azienda di soggiorno e turismo e subentro della Regione Abruzzo in tutti i rapporti attivi e passivi». Qui si approva il Conto Consuntivo finale dell’Azienda.
Anche in questo documento sono state riportare tutte le volte che il commissario liquidatore ha chiesto di considerare concluse tutte le attività di liquidazione.
Si ricorda inoltre che già nel 2011 la legge regionale Finanziaria aveva previsto l’emissione del decreto di scioglimento dell’agenzia da parte della Regione «entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge». Ma anche in quel caso non è accaduto nulla.
Nel 2012 al protocollo regionale è arrivata un’altra richiesta di Farchione che ha definito nuovamente concluso il suo lavoro.

IL CONTENZIOSO DA 700 MILA EURO
Subito dopo la delibera di novembre scorso, però, il gestore del Complesso, Progetto Sport, ha citato l’Azienda di Soggiorno, la Regione Abruzzo e 3 dirigenti regionali a titolo personale, richiedendo il rimborso dei lavori di manutenzione straordinaria dallo stesso eseguiti tra il 2008 e il 2012, per l’importo di 734mila euro circa.
Ma nel costituirsi in giudizio presso il Tribunale di Pescara la Regione Abruzzo e i 3 dirigenti hanno addebitato ogni responsabilità all’Azienda di Soggiorno e al Commissario Liquidatore, il quale avrebbe gestito, secondo loro, male la questione.

I LAVORI
Cosa è accaduto viene delineato nella delibera di giunta di 7 mesi fa.
Il complesso nell’anno 2009 è stato oggetto di riqualificazione per ospitare i giochi del Mediterraneo con uno stanziamento regionale complessivo di 1,4 milioni di euro.
Secondo l’accordo stipulato tra Regione e gestore, la "Progetto Sport" è tenuta a versare un canone di 1.500 euro iva esclusa per 10 anni. Inoltre all’atto della stipula dell’accordo il gestore si è impegnato a realizzare lavori e opere di migliorie all’impianto per 663 mila euro. Sempre al gestore spetta la manutenzione ordinaria mentre la Regione di occupa della manutenzione straordinaria preventiva.
Ma a luglio 2012, come detto, il gestore presenta alla Regione il conto: ha effettuato migliorie, manutenzione ordinaria e straordinaria per 1,9 milioni di euro e fa sapere che per mettere in sicurezza il complesso servono altri 900 mila euro.
Il Commissario fa una relazione peritale dei lavori effettuati dal concessionario e dichiara che il lavori di manutenzione straordinaria li deve fare la Regione.
Vengono comunque certificati lavori effettuati per 1.994.316 euro: 1,4 milioni per la gestione straordinaria, 180 mila euro per quella ordinaria e 410 mila euro per migliorie oltre a 500 mila euro per l’acquisto di attrezzature e macchinari vari (macchine cardio fitness, impianti videosorveglianza, computer fotocopiatrici e softwere di gestione.

ALTRO LAVORO PER IL COMMISSARIO CHE SI DICHIARA INCOMPETENTE
Farchione quindi ha una nuova gatta da pelare e il suo lavoro deve andare avanti perché intanto la Regione revoca la delibera con cui si decideva la fine del commissariamento.
Ma come si specifica nei verbali della Regione il commercialista «ribadisce la sua totale incompetenza nel controllo di tutti i lavori effettuati dal concessionario».
A dicembre 2012 la Regione, tramite i dirigenti Mario Pastore (dirigente apicale del Settore Turismo), Giancarlo Misantoni (dirigente responsabile controllo enti turistici), Severino Marcelli (funzionario responsabile controllo enti turistici) comunica a Farchione che «da un esame effettuato dalla documentazione peritale non risultavano autorizzati i lavori di manutenzione straordinari» per i quali la Progetto Sport chiede il rimborso.
A febbraio 2013 viene confermato che le spese non vengono ritenute ammissibili perché Farchione non aveva trasmesso le autorizzazione.
Il commissario, si legge nella delibera di novembre scorso, ha spiegato che non aveva alcuna competenza alla verifica dei lavori effettuati e che tale onere spettava esclusivamente alla Regione.
A febbraio 2013 il commissario «per favorire una celere transazione con il concessionario», si legge sempre nelle delibere di giunta, ha trasmesso al servizio regionale una relazione redatta da un tecnico di fiducia dell’azienda nella quale sono stati analizzai, descritti e quantificati tutti i lavori e gli investimenti effettuati: per un ammontare di 734.561 mila euro.
Il gestore porta in causa Regione e dirigenti ma loro se la prendono con Farchione che da quanto emerge dalle carte non avrebbe ancora depositato la memoria.
Sempre dai documenti però c’è il sospetto che le carte ufficiali potrebbero indebolire in maniera sostanziale, la posizione dei soggetti pubblici, Regione/Azienda di Soggiorno.
Anche perché tutti gli atti di gara, i contratti e documenti connessi, sono stati espressamente approvati dalla Giunta Regionale, e la stessa commissione di aggiudicazione della gara europea era formata da dirigenti regionali.

Alessandra Lotti

REGIONE ABRUZZO. DELIBERA AZIENDA SOGGIORNO PESCARA