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Abruzzo. L’area dell’ex Cofa a Oscar Farinetti? Ecco chi è l’imprenditore che piace a D’Alfonso

Sarebbe stato il Pd a contattarlo e lui avrebbe mostrato interesse. Legnini delegato ai rapporti

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Abruzzo. L’area dell’ex Cofa a Oscar Farinetti? Ecco chi è l’imprenditore che piace a D’Alfonso

Oscar Farinetti



PESCARA. Da tempo ne sogna uno con vista sul mare, a due passi dalla spiaggia.
 
Proprio oggi Oscar Farinetti, imprenditore italiano e celebre papà di Eataly, la catena alimentare con 9 filiali in Italia, 9 in Giappone e una a New York, annuncia che nel prossimo futuro uno dei suoi negozi multipiano potrebbe nascere a Rimini.
Meno di 24 ore fa, però il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, nel corso del sopralluogo all’ex Cofa ha rivelato che a quello spazio sarebbe interessato anche Farinetti.
Dunque Pescare e Rimini si giocano la partita per il primo complesso sul mare?

«Oscar Farinetti», ha detto D’Alfonso, «è interessato all'area e anche il sottosegretario Giovanni Legnini si darà da fare con lui».
Un indizio in più che l’imprenditore sia molto vicino al Pd ed infratti  si era proposto come candidato alla Regione Piemonte e dice di amare  Matteo Renzi. Per qualche giorno, secondo i totonomi dei giornali nazionali, era anche in corsa per diventare ministro dell’Agricoltura . Di sicuro lo ha votato come ha ‘confessato’ sul blog che cura sull’Haffingthon post: «Non me ne frega niente del suo apparire a volte saputello e primo della classe. Lo voto perché sembra l'unico politico che propone come rimedio una rivoluzione dolce di modello di pensiero e di atteggiamento».
D’Alfonso ha lanciato una indiscrezione che non è ancora matura o il suo è stato un ‘test’ per saggiare la bontà di una eventuale operazione commerciale? Quell’area, è stato ribadito più volte, dovrà avere una funzione turistica secondo quanto stabilito dal Prg.
Il destino è segnato per quanto sia ancora incerto (a meno di nuove varianti). Da più parti viene la richiesta di sedersi ad un tavolo per stabilirne la funzione (come ha chiesto anche il presidente della provincia, Guerino Testa). Ieri il Movimento 5 Stelle ha ‘inchiodato’ il Governatore spillandogli la promessa che ci sarà trasparenza e partecipazione. D’Alfonso ha ricordato che anche il Comune e la Camera di Commercio giocheranno un ruolo decisionale importante.
Ad ora però sull’area è facile prevedere solo cemento, cemento d’oro.

Farinetti, 60 anni il prossimo settembre,  era l’ex proprietario della catena Unieuro. Lui riuscì a convincere Tonino Guerra a fare il testimonial per i suoi negozi. Celebre il tormentone ‘Gianni! L’ottimismo è il profumo della vita’. Il mare, prossimo sfondo del suo negozio ideale, lo ama e nel 2011 promosse addirittura il viaggio in barca a vela Genova New- York. Vento e acqua per quaranta giorni insieme a Giovanni Soldini e alla fine partorì anche un libro.
L’Abruzzo lo ha già premiato consegnandogli il Premio Scanno per l'alimentazione «per aver dimostrato di saper coniugare attività imprenditoriale ed attenzione verso l'ambiente ed il sociale». L’ Università di Urbino gli ha consegnato una laurea honoris causa in Marketing e Comunicazione.  Secondo repubblica  il bilancio della holding Eatinvest fa emergere un utile netto con una flessione del 28,5%.  Si vanta di aver creato 4mila posti di lavoro in 7 anni, racconta che gli assunti da più di 240 giorni ricevono la 15esima e «nessuno fa turni massacranti». Entro fine anno vuole lanciare il primo autogrilli, a Modena. Sogna panini preparati sul momento e niente «gratta e vinci, né Coca Cola e neanche le arance d'estate». Lui che ha confessato di non amare il kilometro zero.
Nel suo curriculum anche un tapiro d’oro della trasmissione Striscia La Notizia perché se è vero che ha esportato i gusti genuini del cibo italiano, i suoi negozi vendono sporte di cotone made in China.
Adriano Celentano lo ha attaccato per aver aperto uno dei suoi negozi nel luogo che fu dello storico Teatro Smeraldo. «La tua cultura, caro Farinetti, è solo una facciata per riempire le tue tasche», gli ha scritto il Molleggiato. «Se veramente ci tenessi alla cultura era giusto rilevare lo Smeraldo, ma non per umiliarlo con due salsicce arrosolate sul cemento come hai fatto tu».
La sua politica commerciale non piace nemmeno a a Roberto Burdese, l’attuale Presidente di Slow Food: «il nostro ideale non corrisponde al suo, ma dobbiamo confrontarci con realtà diverse, non isolarci».
a.l.