IL CASO

Abruzzo. Azienda di soggiorno Pescara, il commissariamento dei record che dura da 22 anni

Il risanamento dell’azienda è completato ma il tecnico è ancora lì

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Abruzzo. Azienda di soggiorno Pescara, il commissariamento dei record che dura da 22 anni





PESCARA. Un commissariamento record che dura da ben di 22 anni, dove lo straordinario è diventato ordinario e si è cementato con lo scorrere dei mesi.
Era il 1992, sembra una vita fa: le stragi di mafia a Palermo, Oscar Luigi Scalfaro diventava presidente della Repubblica, Bill Clinton veniva eletto presidente degli Stati Uniti, il premier Matteo Renzi non aveva ancora diritto di voto (aveva 17 anni).
In quell’anno Giuseppe Farchione, commercialista, varcò la soglia dell’azienda di soggiorno di Pescara, proprietaria del complesso Le Naiadi, con l’incarico di commissario liquidatore credendo che il suo sarebbe stata una esperienza passeggera per quanto difficoltosa (compenso da impiegato statale 1.500 euro al mese).
C’erano i conti da mettere in ordine e dare un taglio col passato, quando c’era la Regione che continuava a erogare soldi pubblici e l’azienda che andava continuamente sotto, come un nuotatore che non sa stare a galla, fino al crac miliardario (di lire).
Invece su quella sedia ci sta da 22 anni e non proprio con piacere a giudicare dalla mole di missive reperibili in Regione e che Farchione ha spedito, almeno negli ultimi 14 anni, per “implorare” di chiudere definitivamente il suo mandato.
La strada sembrava chiara, l’azienda di soggiorno doveva chiudere i battenti e il complesso sportivo (che ha un valore di mercato poco inferiore ai 20 milioni di euro) sarebbe dovuto passare alla Regione.

Il faldone è ricco di carte datate ‘era Del Turco’ ma sfogliando sfogliando se ne trovano diverse anche nell’’era Chiodi’. La richiesta è sempre quella: basta con questo commissariamento.
Nei primi anni, a giudicare dai documenti che hanno scandito ogni movimento, la quantità di lavoro è stata enorme: ricostruzione della contabilità finanziaria, stipula di 180 accordi transattivi con altrettanti creditori, pagamento a saldo e stralcio di un importo complessivo di circa 15 miliardi di lire, a fronte di un debito accertato di 35 miliardi di lire. E poi ancora una ventina di dipendenti che sono stati messi in mobilità riassorbiti dalla Regione e vittoria fino alla Cassazione con un ultimo creditore che non aveva accettato accordi transattivi, con un risparmio di spesa per la Regione Abruzzo che si avvicina ai 3 milioni di euro.
E’ la storia della Prima Repubblica che si trascina fino ad oggi nell’ombra e nell’oblio di tutte le istituzioni. Un fiume di denaro drenato nei decenni e finito chissà dove e chissà perché. Magari anche questo è uno dei tanti sprechi dell’incuria, una sorta di “incompiuta burocratica”.
In mezzo alle carte, i problemi ed i debiti c’è anche la ricerca di un nuovo gestore (con gara europea).
L’Università degli Studi, Centro di Medicina dello Sport, che ha gestito il complesso Le Naiadi dal 1992 al 2001, presentava un deficit di gestione annuale di circa 1 miliardo di lire. Poi sono arrivati nell’ordine Abruzzo Sport (fallito), Symply Life (fallito dopo la cessazione della gestione provvisoria). Ora il gestore è “Progetto Sport S.r.l.” che lamenta gravi difficoltà, anche sulla base della grave crisi congiunturale.

DIECI ANNI INTENSI
Insomma fino al 2000 sono stati anni intensi per il commissario, poi i conti tornano in ordine, i debiti del passato sembrano un lontano ricordo e l’ente chiude il bilancio finale di liquidazione con un saldo attivo di circa 40mila euro.
Il commissariamento può finire, è terminata l’attività principale di risanamento finanziario, patrimoniale e organizzativo, legata alle competenze del tecnico incaricato. Missione compiuta.
Ma niente. La Regione non lo molla e lo lascia lì al suo posto, non è chiaro perché. Era l’epoca di Giovanni Pace, poi Ottaviano Del Turco e Poi Chiodi… e sono passati 14 anni di stasi.
E sono 14 anni che pare che questo “autista” che sta al volante guidi un’auto quasi ferma.
E se chi occupa una poltrona chiede di essere rimosso si capisce tutto l’assurdo di questa vicenda.
Lo dicono chiaramente i documenti della Regione.
La giunta Del Turco (vice e assessore al Turismo Enrico Paolini), chiese al commissario di restare per la riqualificazione del Complesso per i Giochi del Mediterraneo e per l’individuazione di una nuova soluzione gestionale, dopo il fallimento di Abruzzo Sport.
Gli anni passano e anche questa attività termina, ma niente, Farchione resta ‘intrappolato’.
La giunta regionale cambia, il centrosinistra spazzato dalle inchieste giudiziarie lascia il posto al centrodestra di Chiodi. Ma la storia non cambia.
Altre richieste di chiudere lì il gioco. Ma Farchione è ancora lì nonostante ad un certo punto il commissario pareva sulla strada della libertà.
Gli organi istituzionali avrebbero più volte assunto l’impegno di sciogliere l’Ente ma ad oggi non è avvenuto. Anche nell’annualità 2010-2014 la Regione protocolla una serie di richieste di Farchione. Ma lui è ancora lì.
Chissà se tutto questo avrà portato anche un danno alle casse pubbliche…
Ora la palla passa alla nuova giunta regionale.

Alessandra Lotti