NEI SOTTERANEI

Genio civile e Abruzzo Engineering è scontro di interessi tra centrodestra e centrosinistra

Pezzopane: «ci sono potenzialità che meritano di essere valorizzate»

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ABRUZZO. Ricordate Abruzzo Engineering? Era stato additato come uno dei gioielli abruzzesi ai tempi di Lamberto Quarta, partecipata dalla Selex sema (Finmeccanica) e destinata a costruire la banda larga in Abruzzo… Dopo le sfortune giudiziarie del suo vertice, puntuale è arrivata la disgrazia anche per questa società controllata dalla Regione Abruzzo.
Chiodi l’ha avviata verso la chiusura per mancanza di commesse e per problemi legati agli affidamenti diretti. Sul piatto i quasi 200 lavoratori tra i quali almeno 100 ex Lsu.
Negli ultimi tre anni è stata lasciata in agonia vegetativa e Chiodi non ha portato a termine quanto promesso perché osteggiato da tutti per via del fatto che una parte dei dipendenti è stata indicata dalla politica che, infatti, non vuole la chiusura di Abruzo Engineering.
Ora con la nuova giunta si è innescato un vero e proprio braccio di ferro. Da una parte c’è il centrodestra, incarnato dalla provincia di L’Aquila (Del Corvo), che vorrebbe mantenere un certo controllo sui lavoratori. Dall’altro lato c’è il “nuovo” centrosinistra che ha messo le cose in chiaro su chi comanderà nei prossimi anni. Anche i vertici al momento rischiano una sostituzione da spoil system.
E questa mattina la senatrice Pd Stefania Pezzopane ha rivolto l’ennesimo invito al neo presidente D’Alfonso «per assicurare un futuro alla società, partendo dal piano industriale, al quale collegare le attività relative alla ricostruzione e la scommessa della riduzione del digital divide, scopo per cui la società era nata».
Pezzopane ricorda: «La precedente amministrazione ha fatto di tutto per mortificare Abruzzo Engineering e i suoi lavoratori- prosegue la senatrice- considerandoli ingiustamente un carrozzone inutile a carico della Regione Abruzzo, tanto da costringerli alla cassa integrazione. Ci sono molte professionalità spendibili all’interno della società, che in questi anni si è distinta in diversi settori. Basti pensare alla ormai nota relazione sul rischio sismico, che ha messo in luce le criticità maggiori in diversi immobili. Inoltre i lavoratori di Abruzzo Engineering hanno dato un enorme contributo all’istruttoria delle pratiche della ricostruzione, consentendo di velocizzare l’iter di molte di queste. Potenzialità che meritano di essere valorizzate, per liberare la società dalle secche in cui è stata relegata in questi anni».

Ad oggi diversi dipendenti di Abruzzo Engineering sono distaccati presso altre amministrazioni che operano nella ricostruzione.
In questo contesto si inserisce anche la mozione presentata dal gruppo di Forza Italia in Provincia dell’Aquila composto dai consiglieri Alfonsi, Fosca, Floris, Fulvimari e Caparso. La mozione riguarda il depotenziamento degli Uffici del Genio Civile, in particolare di quelli di Avezzano e Sulmona.
Secondo i firmatari «il responsabile dell’Ufficio Speciale per la ricostruzione, Aielli, in modo improvvido quanto inopportuno ed in violazione degli accordi per la costituzione dei due Uffici speciali per la ricostruzione e delle relative intese istituzionali, trasferisce il personale della società Abruzzo Engineering in servizio presso gli uffici del Genio Civile ad altri Uffici. Siamo fortemente contrari a tale scelta che pregiudicherà la continuità e l’efficienza dei diversi procedimenti ed incombenze di specifica competenza del Genio civile ed Uffici territoriali annessi di questo ente, con evidenti danni a carico dei cittadini».
«Avevamo lottato», spiega Alfonsi, « per trasferire tale personale al fine di efficientare e snellire il lavoro del Genio Civile gravato da numerose pratiche ed i risultati si sono visti con l’evasione di molto del gravame pregresso, ora si tornerà purtroppo al punto di partenza. Ad essere penalizzati saranno soprattutto gli Uffici di Avezzano e Sulmona che saranno privati dell’intero personale di Abruzzo Engineering».
Alla lotta di potere per il controllo sulla società si inserisce anche quello del campanile a favore dello spostamento del baricentro verso L’Aquila a discapito della Marsica e d Sulmona.