DECISIONE CORRETTA?

Pasticcio elettorale, 12 ore non bastano alla Corte d’appello per correggere i dati

Solo oggi si saprà se c’è una nuova attribuzione dei seggi

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Pasticcio elettorale, 12 ore non bastano alla Corte d’appello per correggere i dati



L’AQUILA. La Corte d’appello dell’Aquila, che doveva recepire il nuovo verbale elettorale corretto spedito dall’Ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale di Teramo, alle 23 circa di ieri sera - dopo circa 12 ore di riunione - ha chiuso i suoi lavori ed ha mandato a casa tutti quelli che erano in attesa delle sue decisioni.
Solo oggi in mattinata invierà alla Regione il suo responso ufficiale.
«Io sto qui da stamattina, ma al di là delle indiscrezioni e dei conteggi di qualche volenteroso che mi accreditano come eletto al posto di un altro candidato del Pd (probabilmente Innaurato ndr), non ho ricevuto nessuna comunicazione e non ho avuto nessun nuovo verbale», ha spiegato ieri a tarda sera e ormai stanchissimo Alessio Monaco, il candidato di “Regione facile”, la lista che era stata penalizzata dall’errata trascrizione dei dati elettorali reali con circa 8 mila voti in meno.
In realtà gli errori di Teramo sono stati almeno due, essendo stato trascritto un dato errato anche per la lista Valore Abruzzo.
Questi errori, in sede di assegnazione dei seggi da parte della Corte d’appello dell’Aquila, avevano determinato una serie di conseguenze sui numeri degli eletti per le singole liste.

In particolare la lista Abruzzo civico – pur avendo ottenuto 33 mila voti e cioè meno dei 36 voti reali di Regione facile – era stata premiata con due seggi contro il solo seggio assegnato a Regione facile. Inoltre il calcolo dei quozienti elettorali – di conseguenza risultati errati - aveva premiato con il resto più alto il Pd della provincia di Chieti che così era stato accreditato di 3 posti (sugli 11 regionali). Invece con questi 8 mila voti in più Regione facile conquista un seggio proprio a Chieti, sottraendolo al Pd che qui scende a due posti e così a livello regionale totalizza 10 eletti. Contro l’evidente errore materiale, un’istanza dell’avvocato Vincenzo Colalillo di Isernia (che assiste Monaco) aveva chiesto ed ottenuto dal Tribunale di Teramo la correzione dell’errore materiale «visto che tale errore ben può essere oggetto di correzione dinanzi all’Organo adìto a garanzia non solo della legalità, ma anche della correttezza formale». Tra l’altro – sottolineava sempre l’avvocato Colalillo – «qui non si tratta di problematiche interpretative delle norme né dell’applicazione del sistema elettorale e quindi la correzione rientra nella competenza di questo Organo sussistendo il principio del potere correttivo o di annullamento di ufficio, compreso il preventivo potere sospensivo di un eventuale provvedimento di proclamazione degli eletti».
 Il che è stato recepito dal Tribunale di Teramo che ha stilato un secondo verbale in cui ha preso atto che «a cagione di un errore materiale», sono stati attribuiti 139 voti a Valore Abruzzo (invece dei reali 2.196) e 571 voti a Regione facile (invece degli 8.268 ottenuti). Il che modifica il totale dei voti di lista a Teramo della coalizione D’Alfonso che passa a 166.212 preferenze con un quoziente elettorale circoscrizionale di 20.776,5.

Questo verbale è stato poi recapitato alla Corte d’Appello che ieri evidentemente ha incontrato diverse difficoltà per elaborare una decisione.
In effetti mentre il Tribunale di Teramo se l’è cavata riscrivendo i totali giusti ed allegando l’elenco dei seggi elettorali della provincia con a fianco le preferenze delle due liste (da cui si evincevano i totali esatti), più complesso era il compito della Corte d’appello. E questo sia perché Teramo non ha spiegato l’errore (non si tratta infatti di una cifra saltata o di un’inversione di numeri) sia perché gli errori corretti hanno prodotto a cascata una serie complicata di conseguenze sbagliate, sia perché la decisione da prendere non era una semplice correzione.
E a lungo si è discusso in Corte d’appello – secondo alcune indiscrezioni – sulla natura dell’atto da produrre e sulla competenza a dirimere una decisione amministrativa che fra l’altro aveva prodotto una proclamazione di eletti al Consiglio regionale che nessuno aveva sospeso.
Di qui il protrarsi dei lavori e l’incertezza sul risultato finale. Solo oggi forse se ne saprà di più, anche se i numeri per il momento accreditano Alessio Monaco come nuovo consigliere eletto per Regione facile.

ORE 12 - LA CORTE D’APPELLO CONFERMA: DENTRO MONACO FUORI INNAURATO

L’Ufficio centrale della Corte d’Appello dell’Aquila ha consegnato agli uffici del Consiglio regionale il verbale delle operazioni elettorali con le correzioni apportate a seguito degli errori materiali riscontrati nella Circoscrizione di Teramo. Il nuovo Consiglio regionale dell’Abruzzo è così composto.

 Presidente eletto: Luciano D’Alfonso.

Circoscrizione di Chieti. Partito democratico: Silvio Paolucci e Camillo D’Alessandro; Abruzzo Civico: Mario Olivieri; Italia dei Valori: Lucrezio Paolini; Regione Facile: Alessio Monaco; Forza Italia: Mauro Febbo; Movimento 5 Stelle: Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi.

Circoscrizione di Pescara. Partito democratico: Donato Di Matteo, Alberto Balducci e Marinella Sclocco; Sinistra, Ecologia, Libertà: Mario Mazzocca; Forza Italia: Lorenzo Sospiri; Movimento 5 Stelle: Domenico Pettinari e Leandro Bracco.

 Circoscrizione di Teramo. Partito democratico: Dino Pepe, Sandro Mariani e Luciano Monticelli; Forza Italia: Paolo Gatti; Nuovo Centro Destra: Giorgio D’Ignazio; Movimento 5 Stelle: Riccardo Mercante; Abruzzo Futuro: Mauro Di Dalmazio.

Circoscrizione dell’Aquila. Partito democratico: Pierpaolo Pietrucci e Giuseppe Di Pangrazio; Abruzzo Civico: Andrea Gerosolimo; Regione Facile: Lorenzo Berardinetti; Centro Democratico: Maurizio Di Nicola; Forza Italia: Emilio Iampieri; Movimento 5 Stelle: Gianluca Ranieri.

 Il Presidente della coalizione sconfitta: Giovanni Chiodi. Spetta al consigliere regionale Mario Olivieri (in qualità di consigliere anziano) a convocare la prima seduta dell’Assemblea regionale prevista tra il 10° e 20° giorno dalla proclamazione dell’ultimo degli eletti.

Sebastiano Calella