CORRUZIONE

Ricostruzione chiese L’Aquila, arrestati funzionario del ministero e altre 4 persone

Ennesima inchiesta della procura sul post terremoto sulla corruzione

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Ricostruzione chiese L’Aquila, arrestati funzionario del ministero e altre 4 persone

Luciano Marchetti

L’AQUILA. Sono 5 le persone arrestate dalla Squadra Mobile de L’Aquila questa mattina all’alba in coordinamento con la Guardia di Finanza.
Su disposizione della Procura della Repubblica di L’Aquila sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare (due in carcere e tre agli arresti domiciliari), emesse dal gip, Giuseppe Romano Gargarella, un funzionario del Ministero dei Beni e delle attività culturali, un professionista e tre imprenditori, per i reati di corruzione, falso, turbativa d’asta, millantato credito ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
I provvedimenti in corso di esecuzione costituiscono l’esito di una indagine sulle procedure inerenti la ricostruzione e il consolidamento di alcuni edifici ecclesiastici e di altri beni culturali, di particolare rilievo storico-artistico, ubicati nel centro storico del capoluogo abruzzese, gravemente danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009.
L’attività investigativa è coordinata dal Procuratore della Repubblica Fausto Cardella e dai sostituti Antonietta Picardi e David Mancini.
I dettagli dell’operazione verranno illustrati nel corso della mattinata.

INCHIESTA CON 15 INDAGATI
L’inchiesta è nata due anni fa e sarebbe corredata da una serie di intercettazioni e dI un video nel quale si vedrebbe il passaggio di una bustarella. Per ora rimangono segreti i nomi degli arrestati che stanno subendo perquisizioni e le formalità di rito.
L’ “operazione Betrayal” (tradimento) riguarda prevalentemente gli appalti di due chiese: le Anime Sante di piazza Duomo e di Santa Maria Paganica. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe solo di un primo filone di indagine che si sarebbe già allargato su altri aspetti che potrebbero spiegarsi tra alcuni mesi.
Non è una inchiesta che arriva inaspettata infatti a dicembre scorso erano state 15 le persone a ricevere un avviso di garanzia e tutti erano stati preallertati dei reati contestati ma eviodentemente questo non è bastato a fermarli.
Nel mirino della procura de L’Aquila ci sarebbero oltre ai funzionari e imprenditori anche faccendieri per conto della Curia che hanno la delega a gestire percorsi burocratici.
L'inchiesta si disvelò dopo un blitz da parte della Guardia di finanza aquilana presso la sede provvisoria dell'Arcidiocesi nel nucleo industriale di Pile, e della squadra Mobile del capoluogo a Villa Gioia, dove si trova la sede della direzione Mibac.
In entrambi i casi c’era stata un’acquisizione di documenti da parte degli inquirenti.
Nei giorni successivi la Curia si affrettò a commentare che l’indagine non la riguardava. Sono stati ascoltati anche numerosi testimoni alcuni dei quali pare abbiano fornito informazioni molto utili.

ARRESTATO EX VICE COMMISSARIO LUCIANO MARCHETTI
Trapelano intanto i nomi delle persone arrestate. Si tratta dell’ex vice commissario alla ricostruzione, Luciano Marchetti, per lui sono stati disposti i domiciliari.

In carcere anche Alessandra Mancinelli, dipendente del Mibac, il ministero dei beni culturali sezione L’Aquila, che è stata trasferita nel carcere Castrogno di Teramo.

Con loro la Procura aquilana ha ottenuto gli arresti anche per gli imprenditori Nunzio Massimo Vinci (in carcere), Patrizio Cricchi e l'aquilano Graziano Rosone.
Ruolo chiave era quello di Marchetti, che si sarebbe firmato degli incarichi da progettista mentre era ancora in carica come vicecommissario.
Al centro dell'inchiesta la ricostruzione di due importanti chiese distrutte dal terremoto: Le Anime Sante in Piazza Duomo e Santa Maria Paganica.
Per quest'ultima esiste anche un filmato che testimonia una tangente dell'1% sui 19 milioni necessari per la sua ricostruzione: la dazione di danaro con 10 mila euro è stata effettuata dentro un'automobile.
Le indagini hanno riguardato il biennio 2012-2013 e sono in corso al momento circa 20 perquisizioni in tutta Italia.

QUANDO MARCHETTI DICEVA: «SONO UNA VITTIMA»

L’ex vice commissario ai Beni culturali del dipartimento della Protezione civile nazionale, Luciano Marchetti, a dicembre scorso si era difeso dalle accuse già trapelate da notizie di stampa. «Come vice commissario – aveva detto Marchetti - la mia attività ha avuto il plauso della Corte dei Conti che non ha formulato alcuna osservazione. Non ho partecipato alle gare e gli stessi puntellamenti sono stati seguiti dal Comune. Come privato, ho partecipato a varie gare senza vincerne alcuna. Mi sento più vittima che un soggetto che ne ha potuto trarre benefici. Ho avuto come privato un solo incarico come direzione dei lavori in una casa canonica della Curia, dove peraltro è ancora tutto fermo in attesa dell’arrivo dei fondi. Un’altra gara, quella per la chiesa di San Silvestro, l’ho persa. Come vede non sono bravo a organizzare gare, il mio mestiere è fare progetti».

UNA INDAGINE IN TRE FASI
L’indagine, lunga e complessa, che alla fine dell’anno aveva ottenuto una proroga di 6 mesi, ha avuto complessivamente tre fasi, compresa quella di oggi. La prima è partita all’inizio del 2013 quando vennero iscritti sul registro degli indagati i Marchetti, Alessandra Mancinelli e Giuseppe Di Girolamo. Successivamente a seguito di altri riscontri sono stati inseriti altri indagati: l’aquilano Graziano Rosone, Andrea Giampaolo e Aureliano Romiti. Oggi il terzo atto con gli arresti.

L'ufficio guidato da Marchetti si era occupato degli edifici di culto, ben 116, che erano stati messi in sicurezza con il progetto 'Una chiesa per Natale'. Il mandato del vice commissario si è concluso alla fine del marzo 2012, con il passaggio di consegne alla struttura ministeriale diretta da Fabrizio Magani, che non è tra gli indagati.

MARCHETTI VICE CON BERTOLASO E DENTRO LA “LISTA ANEMONE”
Luciano Marchetti è stato nominato vice commissario insieme a Guido Bertolaso, poi è stato confermato dopo l'uscita del capo della Protezione civile e con la nomina dell'allora presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, come commissario per la ricostruzione. È andato via dall'Aquila nel dicembre 2011.
In passato era stato alto dirigente del ministero dei Beni culturali e commissario per la Domus Aurea. Mentre lavorava all'Aquila era spuntato il suo nome tra i 450 clienti della cosiddetta "lista Anemone" che avrebbero beneficiato a vario titolo dei lavori dell'imprenditore indagato nella maxi inchiesta dei grandi appalti.
Ha ricoperto incarichi anche nella gestione del post-terremoto di Marche e Umbria. È stato anche direttore regionale dei Beni culturali nel Lazio.