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Abolizione test ingresso Medicina, da Chieti parte la protesta: «solo una trovata elettorale»

Azione Universitaria: «modello francese non replicabile in Italia»

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CHIETI. Gli studenti della D’Annunzio chiedono chiarimenti al Ministro dell’Istruzione a proposito delle sue dichiarazioni, secondo le quali nel 2015 il test di accesso per i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia sarà basato sul “ modello francese”.
Dunque nessun test di ingresso per chi vuole iscriversi: in Francia, infatti, non esiste un esame iniziale di scrematura all’inizio dell’anno accademico come in Italia, ma è previsto un concorso nel corso del primo anno ed è suddiviso in due parti: la prima parte è prevista alla fine del primo semestre (verso dicembre/gennaio) e la seconda parte alla fine del secondo semestre (verso maggio). Ovviamente questo concorso riguarda le materie che sono state studiate durante l’anno. È possibile ripetere il primo anno solo una volta e quindi preparare il concorso solo due volte. In media il 15-20% degli studenti lo supera e passa al secondo anno.
«Come possono le strutture delle facoltà di Medicina, ospitare un numero di studenti che si aggira intorno ai 90.000?», si chiedono gli studenti di Azione Universitaria della D’Annunzio di Chieti. «Come sarebbe possibile gestire ed organizzare lezioni ed attività formative? Riteniamo che l’ammissione al primo anno di Medicina di tutti quelli che vogliono intraprendere la professione possa mettere in crisi le Università e ridurre la possibilità di accesso alla studio di qualità».
Secondo Azione Universitaria, dunque, la proposta della Giannini potrebbe distruggere la formazione che viene fatta nel primo anno. «Troviamo l’affermazione una semplice trovata elettorale che non ha portato al Ministro i frutti sperati. Inoltre, come si pensa di trasportare un impianto, basato su di un modus operandi tanto lontano dal nostro, che parte da un serio orientamento nelle scuole superiori».

Infine, resta aperto l'annoso problema della condizione degli specializzandi che versano da anni in condizioni di lavoro ed economiche inadeguate e nonostante questo svolgono un'attività senza la quale il SSN non porterebbe reggere.
Giovanni Luca Bufo (Presidente di Azione Universitaria Chieti-Pescara) spiega: «"sistema-medicina" deve essere riformato nella sua interezza e nell'ambito di una riforma più ampia del sistema sanità.
Da sempre ci battiamo per la laurea abilitante, con l'eliminazione di un esame di stato inutile, una maggiore valorizzazione dei tirocini e una riforma dell'accesso alle scuole di specializzazione.
Se proprio dobbiamo guardare ai "modelli francesi" dovremmo importarne la parte più "sana", ovvero quella relativa all'accessibilità alle scuole di specializzazione».
Da qui la richiesta al Governo e il Ministero dell’Istruzione a valutare tutti i limiti e gli svantaggi dell’applicazione del “metodo francese” e a pianificare un adeguato stanziamento fondi per programmare un percorso post-laurea di qualità e accessibile ai meritevoli e ai capaci.