L'INTERVISTA E I VELENI

Lo "sportello Pignoli" è sempre aperto: Il consigliere: «Nessun voto di scambio»

Anche oggi in Comune il consigliere da migliaia di voti al centro di voci e illazioni

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Il consigliere Pignoli

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PESCARA. «Guardi, io sono qui al lavoro tranquillamente, nella stanza al secondo piano del Comune e c’è fuori una fila enorme di persone che hanno bisogno di me e che mi sono venute a dare solidarietà. Qui davanti a me ho una signora di Spoltore che mi stava esponendo il suo problema….»
In sottofondo si sente la signora che precisa «di Montesilvano, sono di Montesilvano», dunque, Massimiliano Pigoli è in piena attività come sempre nella stanza che il Comune ha assegnato al gruppo capeggiato da Gianni Teodoro e che ha appoggiato alle ultime comunali il sindaco Marco Alessandrini.
Mentre assiste i cittadini (anche di fuori Comune… «si figuri che voto potevo chiedere loro») due piani più sotto si sta tenendo la cerimonia di insediamento della nuova amministrazione ma Pignoli non c’è.
Negli ultimi giorni è stato tutto un tambureggiare di voci, illazioni, accuse e soprattutto “non detti”. Fin dalla dichiarazione, forse non troppo meditata, dell’ex assessore Marcello Antonelli che parlava di «voto di scambio» e di «promesse di posti di lavoro». Da quel momento si è scatenata una bagarre alla ricerca del “responsabile” e su Facebook se ne sono viste di tutti i colori.
Ad un certo punto i “freni inibitori” sono caduti arrivando a citare lo stesso Pignoli più e più volte. Cosa diversa, invece, per i giornali che sono arrivati a pubblicare persino dichiarazioni di anonimi “clientes” del presunto consigliere senza mai citarne il nome.
Poi sempre i quotidiani hanno raccontato dell’uscita di scena di Pignoli dalla possibile rosa dei futuri assessori di Alessandrini, nonostante gli oltre 1000 voti. Nessuna spiegazione del motivo.
Nel frattempo il M5S ha firmato un esposto sulle dichiarazioni di Antonelli e poi anche quest’ultimo (ma solo dopo) ha deciso di portare la sua versione in procura.
L’accusa di Pettinari e Di Pillo (M5S) è chiara: si indaghi sulla veridicità delle affermazioni di Antonelli e si stani il consigliere che offriva posti di lavoro in cambio di voti.
Tutti ne parlano, il nome è sulla bocca di tutti ma nessuno fa il nome.
Nemmeno il M5S che da una parte dice di non conoscere l’identità e dall’altra accusa centrodestra e centrosinistra di coprire il presunto colpevole.
Anche Di Nisio ex consigliere indipendente sa ma non fa nomi e adombra anche la possibilità che vi sia un altro consigliere che avrebbe promesso lavoro in cambio di voti ma è tutto da verificare.
Mentre si agitano nuovi scenari più che politici, giudiziari, Pignoli è nella sua stanza al sicuro a fare quello che ha sempre fatto.
Non c’è alcuna differenza rispetto al 2010 per esempio quando già allora illustrammo come funzionava e cosa faceva “lo sportello Pignoli” unica stanza dei gruppi consiliari in Comune ad essere sempre assediata da questuanti.

«HO SENTITO LE VOCI ED HO PRALLERTATO I MIEI LEGALI»
«Ho sentito anche io queste voci ed ho dato mandato ai miei avvocati di tutelarmi e vedremo quello che accadrà nei prossimi giorni», dice Pignoli a PrimaDaNoi.it. Il consigliere non si spiega per quale ragione si stia scatenando tutto questo putiferio intorno a lui.
«Probabilmente sono l’unico che apre la porta a tutti i cittadini», dice.
Non sa nulla di Facebook e della foto di un sms che è stata postata nei giorni scorsi.
Si vede un numero di telefono e la scritta «Ultima riunione importante prima del lavoro il 3/06/2014 alle ore 19 presso il Comune. Non mancare. Massimilaino Pignoli.
Il numero, al quale abbiamo chiamato, è della sua ex collaboratrice («non lavoro più con Pignoli lasciatemi perdere», dice al telefono infastidita) ma il consigliere invece conferma che la donna collabora ancora: «E’ il numero della mia collaboratrice» e ne conferma anche il contenuto del messaggio che dava un appuntamento in Comune per il 3 giugno scorso.

«PERCHE’ TUTTA QUESTA AGITAZIONE SOLO DOPO IL VOTO?»
Pignoli non si spiega il perché di questo trambusto «solo dopo il voto» e dà una lettura politica fatta magari da invidia o di opportunismo.
«Non sono un arrivista e non devo fare per forza l’assessore. Continuo a fare il mio lavoro e ad aiutare le persone bisognose».
Lei non ha mai promesso posti in Attiva?
«Ma stiamo scherzando… Assolutamente no. Se qualcuno veniva e diceva “a’ Massimo come faccio a lavorare in Attiva?”, io dicevo che siccome Attiva cambia spesso agenzia interinale bisognava andare ad iscriversi lì…»
Chi è che decide poi quali lavoratori chiamare?
«Non certo Massimiliano Pignoli».
Sulla sua estromissione dalla giunta non parla e lascia la palla a Teodoro capolista.
«Per aiutare le persone non ci vuole un assessorato: ci vuole la costanza, si deve lavorare dalle 9 di mattina alle 9 di sera. Ci vuole costanza e fatica».
Se lavora 12 ore come guadagna?
«Ho deciso di fare bene questa cosa e di svolgere al meglio il mio mandato istituzionale. Sono laureato in giurisprudenza e in Comune guadagno 1164 euro al mese e mia moglie lavora. Viviamo così. Quando finirà questa esperienza andrò a lavorare per ora sto qui e mi occupo del sociale».

«MI OCCUPO DEL SOCIALE»
«Sociale» è una parola che ricorre spesso e sta ad indicare la pletora di problemi che i molti cittadini si trovano ad avere anche a causa della pessima amministrazione. E’ spesso grazie a questa falla che si inserisce la consulenza propiziatoria di Pignoli che conoscendo bene atti amministrativi, bandi, procedure, uffici e persone riesce spesso a dare sollievo anche temporaneo a questi bisognosi.
«Io so solo che mi occupo del sociale da 5 anni a questa parte indirizzando le persone verso una soluzione, anche verso una collocazione di lavoro. Vengono anche da fuori comune perché ormai si è sparsa la voce che aiuto tutti…. Io sono sereno», dice.
«Vengono persone che mi chiedono di fare un curriculum perchè non ne sono capaci», aggiunge provando a spiegare il tipo di aiuto che fornisce, «aiuto nel pagamento delle bollette, spiego come si fa a partecipare ad una graduatoria… c’è qui fuori un signore che è stato sfrattato e dovrò chiamare la Caritas per trovargli una sistemazione…».
«Queste persone non sanno nemmeno che esiste un servizio sociale in Comune. Io indirizzo le persone. Guardi lo sa che ci sono persone che non hanno il computer a casa? Io tramite la mia segreteria li informo sulle scadenze dei bandi che possono interessare loro come i contributi per i libri di studio o altri bandi importanti. Li avviso perché altrimenti non saprebbero di questa opportunità».

Intanto la fila è aumentata. Come i problemi.
a.b.