CAOS ELEZIONI

Regione: oggi arriva D'Alfonso. Seggi: ‘spariscono’ 8 mila voti e Iampieri va dai carabinieri

Alle 11 all'Aquila nella sede della Giunta a Palazzo Silone

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Regione: oggi arriva D'Alfonso. Seggi: ‘spariscono’ 8 mila voti e Iampieri va dai carabinieri

I plichi con le schede elettorali




L'AQUILA. È stata fissata per oggi, alle ore 11, presso la sede della Regione Abruzzo di Palazzo Silone all'Aquila, la cerimonia di insediamento del nuovo presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, dopo la proclamazione ufficiale della Corte d'appello.
Alla cerimonia, che vuole anche rappresentare il passaggio formale di consegne, sarà presente anche il presidente della Giunta regionale uscente, Gianni Chiodi.
Intanto non si spengono le polemiche per l’attribuzione dei seggi, una attribuzione che verrà sicuramente ricordata nella storia della regione e che anche nei prossimi mesi produrranno effetti se è vero che alcuni esclusi eccellenti non hanno alcuna intenzione di arrendersi.
Come l’ex sindaco di Pianella, Giorgio D’Ambrosio che non è stato eletto. Pronto il ricorso: secondo lui non si sarebbe tenuto conto di una sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce che nel calcolo per l’assegnazione dei seggi, non vanno conteggiati i voti delle liste che non hanno raggiunto la soglia di sbarramento
Il caso che fa più discutere è la perdita di un seggio per Regione Facile, assegnato al Partito Democratico. E’ rimasto in piedi Alessio Monaco, al suo posto è entrato l’ex sindaco di Gessopalena Antonio Innaurato del Partito Democratico. Ma Monaco ha presentato ieri una istanza alla Corte d’Appello in autotutela. Secondo il candidato rimasto fuori ci sarebbe stato un errore materiale durante la trasmissione dei dati dall’ufficio elettorale di Teramo alla Corte d’Appello. Un errore non di poco conto perché i voti non attribuiti avrebbero fatto scattare la mancata attribuzione del seggio. Si parla di 8 mila voti in meno, come si evince dal verbale della Corte d’Appello che ha attribuito a Regione Facile Teramo 571 voti invece che 8571.

Monaco ha inoltrato alla Corte d’Appello e alla Regione una istanza «in autotutela» per chiedere la correzione del verbale. Potrebbe arrivare un provvedimento di correzione nelle prossime ore altrimenti scatterà un vero e proprio ricorso con tempi decisamente più lunghi.
Questa mattina Monaco è tornato ancora una volta in Tribunale di buon’ora. Come dichiarato a PrimaDaNoi.it sta verificando ancora le carte. La situazione dunque è ancora in movimento anche se la questione appare chiara.
Si conferma dunque l’ipotesi dell’errore segnalato da PrimaDaNoi.it già pochi minuti dopo la proclamazione. Mentre all’inizio l’ipotesi era l’errore nel calcolo di attribuzione dei seggi (che aveva fatto saltare Regione Facile) ora si confermerebbe il colpo di spugna su circa 8 mila voti.

IAMPIERI DAI CARABINIERI
Ma in queste ore è scoppiato anche un altro caso che riguarda il consigliere regionale riconfermato Antonio Iampieri (Forza Italia) che si è rivolto ai carabinieri.
«I dati ufficiali relativi al numero complessivo delle preferenze sembrano non corrispondere a quelli reali, che, per quanto mi riguarda, mi risultano essere decisamente più consistenti», denuncia Iampieri.
Ieri il consigliere regionale di minoranza ha fatto presente alle autorità competenti «l’evidenza di ripetute discordanze e anomalie a mio danno, con particolare riferimento a preferenze regolarmente assegnate ma erroneamente calcolate o erroneamente riportate».Iampieri, candidato più votato nella lista di Forza Italia in provincia di L’Aquila, ha dunque presentato con l’avvocato Aldo Lucarelli un esposto contro ignoti al Comando Provinciale dei Carabinieri di L’Aquila, ben prima della proclamazione degli eletti, «affinché vengano accertate eventuali responsabilità».
«Le competenti autorità presso la Corte d’Appello, raccogliendo le indicazioni del tribunale competente, hanno preso atto della fondatezza dei miei rilievi – continua Iampieri – e ho piena fiducia nel loro lavoro. Ho troppo rispetto del voto degli elettori per non sentirmi in dovere di chiedere altrettanto rispetto per ogni singolo voto che mi è stato liberamente dato e farò tutto quanto è nelle mie facoltà per tutelare l’espressione elettorale».