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Voto di scambio Pescara, «i consiglieri che promettevano posti di lavoro sono due»

Vacca: «perché D’Alfonsini tace?»

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COMUNE PESCARA



PESCARA. «D'Alfonsini (soprannome per Alessandrini), perché non favelli? Il tuo silenzio e la tua inerzia sono troppo assordanti».
Il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, torna sul caso del presunto voto di scambio che avrebbe investito un consigliere comunale eletto due settimane fa nelle fila del centrosinistra. Il caso è scoppiato nei giorni scorsi quando l’assessore uscente della giunta Mascia, Marcello Antonelli, ha rivelato le manovre di un candidato, poi eletto, che avrebbe offerto posti di lavoro alla Attiva in cambio del voto. Ma secondo la ricostruzione del quotidiano Il Tempo, che nei giorni scorsi ha intervistato uno dei disoccupati disperati, il consigliere in questione avrebbe promesso anche posti di lavoro in ospedale, come usciere, o presso un imprenditore che in realtà era all’oscuro di tutto.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato un esposto in Procura e qualche giorno dopo anche lo stesso Antonelli avrebbe deciso di denunciare il caso alla magistratura. Il deputato Vacca chiede una presa di posizione chiara da parte del primo cittadino che in queste ore sta componendo la sua nuova squadra di governo.
Intanto c’è un ex consigliere comunale che racconta a PrimaDaNoi.it che in realtà le promesse di lavoro in cambio di un sostegno nell’urna elettorale sarebbero state elargite nelle scorse settimane elettorali anche da un altro consigliere.
A rivelarlo e Fausto Di Nisio che ci spiega: «Mi permetto di far osservare che ho sollecitato io il neo consigliere comunale Massimiliano Di Pillo ad affrontare il tema (basta vedere il mio video sul canale You Tube) in quanto, non credendo piu' nella magistratura inquirente e giudicante, non avevo alcuna intenzione di promuovere iniziative giudiziarie». Secondo il racconto di Di Nisio, dunque, non sarebbe soltanto uno il consigliere ad aver promesso posti di lavoro alla Attiva: «non faccio il nome al solo fine di non beccarmi una querela. Ne conosco almeno un altro, peraltro esponente di spicco del maggior partito del centrosinistra, che ha promesso posti di lavoro sempre nella società Attiva. E' vergognoso che si sfrutti uno stato di bisogno, ma questa è la politica da quattro soldi che premia......».
«Anche se i posti di lavoro non ci sono», fa notare Vacca, «il voto di scambio si configura anche soltanto con la promessa. Lo dovresti sapere, avvocato. O fai finta di non saperlo?», dice il deputato parlando ad Alessandrini. 

Il nome del ‘primo’ consigliere non è uscito fuori ufficialmente anche se a Palazzo di Città tutti credono di aver individuato chi potrebbe aver messo in moto una super manovra acchiappa voti. Il centrosinistra si trova così a dover affrontare una prima spina nel fianco anche se la parola d’ordine è tenere il profilo basso sperando che la questione si eclissi e non offuschi l’entusiasmo di questi giorni di gloria.
«Vorrei che Marco Alessandrini», spiega il neo consigliere comunale del M5S, «prendesse le distanza da chi ha fatto promesse, nonostante i suoi tantissimi voti...lui che conosce cosa è la legalità, lui che sa in senso giuridico cosa significa "voto di scambio", lui che conosce benissimo quali sono i punti deboli di una certa politica, non può e non deve rimanere in silenzio ma non perché glielo chiede il M5S Pescara, ma perché glielo chiede il semplice cittadino onesto che vuole che questa squallida pratica abbia finalmente una fine».
Vacca chiama in causa anche il presidente della Regione uscente, Gianni Chiodi per sostenere che in politica «così fan tutti». «Durante la campagna elettorale del 2008», ricorda il deputato pentastellato, «Chiodi fu travolto dalle polemiche per i “banchetti di Gianni” i punti di “ascolto” ma soprattutto di raccolta curriculum, il tutto rigorosamente i campagna elettorale. A proposito che fine hanno fatto quei curricula?»