AMBIENTE

Trivellazioni off-shore: nuovo assalto ai mari pugliesi

La reazione delle popolazioni diventa sempre più imponente

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Trivellazioni off-shore: nuovo assalto ai mari pugliesi




MOLFETTA. L’Abruzzo aspetta risposte sul caso Ombrina Mare, in Basilicata presidio di comitati hanno contrastato nei giorni scorsi nuovi accordi sulle estrazioni petrolifere nella loro regione e in Puglia una nuova battaglia sta per scoppiare.
Nei giorni scorsi sono state depositate dalla Global Petroleum Limited quattro nuove istanze di permesso (d80 F.R-.GP, d81 F.R-.GP, d82 F.R-.GP, d83 F.R-.GP) per la ricerca di idrocarburi in mare, al largo delle coste pugliesi, per un area complessiva di quasi 3000 chilometri quadrati e che copre praticamente la metà della costa pugliese, da Molfetta fino a Torchiarolo.
«La Puglia, già da anni impegnata in una dura battaglia contro le trivellazioni, subisce dunque l’ennesimo attacco dall’ennesima compagnia interessata a sondare il mare per ricavarne lucro», denuncia il Comitato.
Il dato eccezionale è, però, la massiccia e diffusa sensibilità che ormai si riscontra sul tema. Non appena appresa la notizia, da ogni punto sono scattate convocazione di incontri, presidi, proposte di manifestazione. «L’attenzione è massima e l’idea di fondo è chiara», assicura il Comitato: «non si tratta di discutere un prezzo migliore o peggiore per trivellare, dai territori non si passa più. Siamo territori che, in questa estenuante battaglia, rischiamo di essere vinti non tanto dal fronte delle compagnie petrolifere, quanto dal fuoco amico dei governi e delle segreterie nazionali di partito rimaste ancora, nonostante i continui richiami, troppo fredde sul tema».
In questo contesto, il Comitato No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili ritiene inaccettabili le dichiarazioni dei giorni scorsi di Prodi e De Castro che riaprono a strategie politiche sulle energie fossili e, ancor di più, quelle del ministro Guidi che ha espresso un chiaro orientamento favorevole all’opzione idrocarburi in mare: “Non possiamo rinunciare a riprendere le esplorazioni per arrivare a una bolletta energetica più leggera e sostenibile. Non va sacrificata la piena sicurezza ambientale, ma non possiamo neanche permettere che intransigenze ambientaliste o resistenze locali blocchino esigenze nazionali di questa portata”.
La Puglia, al contrario, continua a ribadire il suo fermo “no” al Petrolio in perfetta sinergia tra società civile ed istituzioni.
«Ci mobiliteremo», avverte il comitato pugliese, «ancora una volta per la presentazione, nei tempi utili (4 agosto 2014) delle osservazioni, sollecitando anche i Sindaci ad intraprendere azioni comuni, ben sapendo che è solo una soluzione tampone».