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Consiglio regionale, l’Idv batte i piedi: «D’Alfonso mantenga i patti»

Forse la prossima settimana la proclamazione degli eletti

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Consiglio regionale, l’Idv batte i piedi: «D’Alfonso mantenga i patti»





ABRUZZO. C’è ancora attesa per la costituzione del nuovo Consiglio regionale quando ormai sono passate due settimane dal voto.
La prossima settimana potrebbe essere quella decisiva anche se poi, ormai è certo, si incardineranno una serie di ricorsi da parte dei consiglieri non proclamati, così come annunciato nei giorni scorsi. Ma almeno si potrà cominciare a lavorare.
Intanto si fanno mille ipotesi sulla composizione della giunta. A Silvio Paolucci sarebbe destinata la delega della Sanità in mano fino al mese scorso al super commissario Gianni Chiodi. Sfumata l’ipotesi che la poltrona più bollente venga affidata a Donato Di Matteo che potrebbe però rivestire il ruolo di presidente del Consiglio regionale. Ma c’è un testa a testa con un altro esponente del Partito Democratico, Di Pangrazio. Nel caso in cui dovesse entrare in Consiglio regionale Marinella Sclocco all’ex deputato Giovanni  Lolli passerebbe la patata bollente (quanto entusiasmante) della Ricostruzione aquilana, un nuovo assessorato che sarà predisposto proprio da D’Alfonso.
Una rivincita per il territorio aquilano che nel corso della vecchia legislatura si è sempre lamentata della poca attenzione del Consiglio regionale per quella che è l’emergenza post sisma. La delega quindi andrà all’unico esterno che il neo governatore potrà concedersi, ammesso come detto che Sclocco entri.
Altrimenti D’Alfonso dovrà necessariamente nominare una donna per riequilibrare le quote rose. A quel punto per Lolli, che ormai da giorni si fa vedere al fianco del presidente, si dovrà trovare un altro ruolo. Quella della ricostruzione è una delega che qualcuno avrebbe visto bene affidata a Pierpaolo Pietrucci, unico eletto a L’Aquila, con oltre 7 mila preferenze, ex portavoce del sindaco Massimo Cialente prima di una drastica rottura tra i due. 

Fuori dai giochi degli assessorati, almeno dalle indiscrezioni, l’Italia dei Valori anche se si sta lavorando per affidare a Alfonso Mascitelli la direzione dell’Agenzia sanitaria regionale . Mascitelli, medico di professione, è stato negli anni scorsi vice presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul Sistema Sanitario Nazionale. Qualche giorno fa l’esponente dell’Idv ha denunciato alla procura la Asl di Pescara per presunti comportamenti discriminanti adottati dalla azienda sanitaria nei suoi confronti, che nel frattempo ha ripreso la sua regolare attività medica, come dipendente ospedaliero, proprio nella Asl pescarese di appartenenza.
Su quello che sarà il suo nuovo ruolo non si sbilancia però Mascitelli ricorda a D’Alfonso gli accordi stretti in campagna elettorale, quando l’Italia dei Valori decise di sostenerlo, nonostante le polemiche sulle inchieste giudiziarie o i transfughi del centrodestra.
 «La posizione del mio partito sarà molto semplice e trasparente», avverte. «Rispetteremo le prerogative che la legge attribuisce al presidente ma, sino a prova contraria, siamo rimasti all’intesa condivisa che prevedeva per i partiti costitutivi dell’alleanza una rappresentanza in giunta e la comune corresponsabilità nelle scelte di governo».
«E’ evidente», va avanti Mascitelli, «che non abbiamo nè l’ingenuità nè la presunzione di aspirare all’unico ruolo di assessorato esterno ma il  nostro eletto in Consiglio Regionale, chiunque sia tra le diverse province, ha competenze non inferiori ai rappresentanti delle altre formazioni».

Per quanto riguarda, poi,  i ruoli che dovranno essere assegnati nelle aziende partecipate Mascitelli concorda con quanto chiesto già dalla senatrice Pezzopane: «il manuale Cencelli è ormai un vecchio arnese da archiviare, che offende soltanto il bisogno di cambiamento richiesto dagli abruzzesi. Per questo sulle competenze, le esperienze e le professionalità necessarie siamo pronti a confrontarci con tutti, senza pregiudizi, per fare le scelte giuste che possono servire al meglio gli abruzzesi».
Sullo sfondo restano le polemiche per la legge regionale che avrebbe creato il pasticcio della nuova composizione. Due giorni fa l’esponente del centrodestra Lorenzo Sospiri aveva sostenuto che i ritardi non fossero attribuibili alla nuova norma ma piuttosto al ritardo dei riconteggi.
«È  vero che compete alla Corte d'Appello proclamare gli eletti», gli risponde il consigliere regionale riconfermato Camillo D’Alessandro, «ma la Corte avrà il suo bel da fare per rendere certo il groviglio di dubbi che la lettura della legge suscita. Già si annunciano i ricorsi, sarà una manna solo per i legali; qualcuno va dicendo che in questo modo si dà una mano ai non pochi avvocati non rieletti in Consiglio che devono riavviare la loro professione. Maldicenze senza dubbio, ma su un punto Sospiri attacca a sproposito».
La legge è stata votata ad Aprile del 2013, quindi praticamente un anno fa, ma la scadenza naturale della legislatura era quella di novembre dello stesso anno. «La legge, dunque», insiste D’Alessandro, «è stata imbastita alla bell'e meglio in articulo mortis di una gestione della Regione che poi si è regalata altri 6 mesi di un'agonia che abbiamo finito col subire tutti».
a.l.