IL FATTO

Tagliati 4.384 alberi nel Parco Nazionale d’Abruzzo: «danno ambientale e danneggiamento»

Pm voleva archiviare ma il gip ha disposto imputazione coatta

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Tagliati 4.384 alberi nel Parco Nazionale d’Abruzzo: «danno ambientale e danneggiamento»
ABRUZZO. A distanza di circa due anni emergono le ragioni, sostenute sin dal primo momento dall’Ente Parco, in merito all’imponente taglio abusivo di legna: ben 4.384 piante, per un quantitativo di legname di circa 7.000 quintali).

Il taglio venne scoperto dal Servizio di Sorveglianza del Parco in località “Vallone Pecora Morta” di Bisegna. Era, infatti, il 30 luglio 2012, quando le Guardie intervennero per sequestrare l’imponente massa legnosa abusivamente tagliata dalla ditta Giovanni Mariani di Castellafiume.
All’azione del Servizio di Sorveglianza fece seguito un esposto-denuncia dell’Ente, essendo apparsa subito evidente la rilevanza penale dei fatti.
Ma una diversa valutazione, che sosteneva l’irrilevanza penale di essi, e la loro assoggettabilità a semplice sanzione amministrativa, aveva vanificato, di fatto, l’intervento delle Guardie del Parco, determinando la mancata convalida del sequestro di legname da parte della Procura della Repubblica di Avezzano territorialmente competente.

Ad una richiesta di archiviazione del procedimento, avanzata dal Pubblico Ministero, si sono opposti formalmente l’Ente Parco e il Comune di Bisegna. Con ordinanza depositata in data 30 maggio scorso il gip presso il Tribunale di Avezzano, ha accolto le richieste del Parco e del Comune e ha ordinato l’imputazione coatta della ditta boschiva Mariani, per i reati di danno ambientale e danneggiamento.
«Un successo per il Parco ed il Comune di Bisegna, per la tutela delle foreste di faggio, segno identitario delle montagne europee e ambienti naturali da tutelare e quindi anche delle specie che vi vivono, come l’Orso, il Lupo e tante altre, secondo la stessa Direttiva», commenta soddisfatto il direttore Dario Febbo.
«Si tratta, evidentemente, di un provvedimento di rilevante importanza, anche a tutela della collettività locale interessata, titolare dei diritti di uso civico di legnatico».