VIAGGI DELLA SPERANZA

Abruzzo. Treno Roma-Pescara: 4 ore non bastano, l’Abruzzo che ripiomba negli anni ‘50

Una serie di azioni che mirano al “risparmio” hanno pesanti ricadute

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Abruzzo. Treno Roma-Pescara: 4 ore non bastano, l’Abruzzo che ripiomba negli anni ‘50




ABRUZZO…. Eppure nel 1970 il treno da Roma a Pescara impiegava 3 ore e 3 minuti per compiere il suo tragitto. Oggi, 2014, l’orario ufficiale delle Ferrovie prevede almeno 4 ore. E il più delle volte non sono nemmeno sufficienti.
LA causa, però, non è la tettonica a zolle che ha distanziato geograficamente la capitale dal capoluogo adriatico ma una serie di azioni che la gestione centrale delle ferrovie ha messo in atto nel tempo e che oltre a creare disagi enormi ai pendolari pesano sulle casse pubbliche.
La Federconsumatori Abruzzo da sempre attenta al problema rilancia nuovamente il disagio nel disagio denunciato quotidianamente da chi è costretto a viaggiare in treno con ricadute enormi anche sul turismo e sull’immagine della regioine.
«Oggi occorrono anche di più di 4 ore», spiega la Federconsumatori, «basta chiedere alla Direzione Ferroviaria Regionale per essere informati sui dettagli dei ritardi quotidiani tra Pescara e Roma. Non solo aumentano i tempi teoricamente previsti per il viaggio ferroviario tra Pescara e Roma, quei tempi poi non sono neanche sufficienti, e si hanno perciò frequentissimi ritardi.  Ritardi che non solo alimentano la disaffezione dei cittadini verso i treni (rendendo sempre meno efficace l'investimento pubblico), ma che , in alcuni casi producono ulteriori danni economici ( oltre a tanti disagi per i passeggeri)».
 Come si verifica per il treno 23690 che da Roma dovrebbe arrivare a Pescara alle ore 20.19. Immancabilmente il treno arriva in ritardo, impedendo così la coincidenza con l'ultimo treno verso S. Benedetto del Tronto. 

Siccome esistono obblighi normativi  che impongono al gestore del trasporto di accompagnare a destinazione i viaggiatori che perdono la coincidenza con l'ultimo treno della sera, la Direzione Regionale Abruzzo è costretta ad affittare pulmini di circostanza per garantire l'arrivo a destinazione dei passeggeri (con ulteriori costi per la comunità).
Ma perché treni che già hanno un orario più lento del 1970 hanno bisogno poi anche di accumulare ritardi quotidiani?
«Quasi sicuramente perché sulla linea Pescara-Roma stanno disabilitando le stazioni agli incroci», spiega la Federconsumatori, «e questa disabilitazione obbliga ad  aumentare i tempi di percorrenza (meno sono le stazioni abilitate agli incroci e più si complica la marcia dei treni su linee a semplice binario).  La disabilitazione delle stazioni ha un senso ( si risparmia nella gestione del servizio) quando l'esercizio della linea prevede un capostazione per ogni stazione; ma adesso che si sta attivando il CTC ( controllo traffico centralizzato) su tutta la linea Pescara-Roma, è sinceramente incredibile che qualcuno possa disabilitare le stazioni. Si dovrebbe pensare a riattivare tutte le stazioni agli incroci ( il costo per gestire la linea non aumenterebbe di un centesimo); invece stanno disabilitando altre stazioni per peggiorare ancora l'offerta ferroviaria sulla Pescara-Roma. Qualcuno li fermi ! Adesso abbiamo una nuova Giunta Regionale; speriamo sia in grado di confrontarsi alla pari con le Ferrovie dello Stato».