ELEZIONI 2014

Lo scrutinio si “incaglia”: Teramo e Campobasso casi nazionali

Sprint all’ultimo voto, polemiche e ricorsi. Ballottaggio sì o no per una manciata di schede contestate

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1644

SEGGIO  ELEZIONI



CAMPOBASSO.  Una manciata di voti e uno sprint finale che viene a mancare per una sezione che si blocca. Due comuni che devono eleggere il nuovo sindaco due vicende analoghe. Accade in Abruzzo, a Teramo, dove alla fine si va a ballottaggio, e in Molise, nel capoluogo di Regione, dove invece ancora in tarda serata è ancora punto interrogativo.
A 48 ore dalla chiusura delle urne, domenica sera alle 23,00, Campobasso è senza un risultato per il rinnovo della carica di sindaco. Verdetto, alle 20,00 di martedì, ancora bloccato con conseguente incertezza sul ballottaggio o meno tra il candidato del centrosinistra, Antonio Battista, al 50,03% e il candidato del Movimento 5 Stelle, Roberto Gravina, con il 20,34%.
Tutto per la sezione 28 che non ha ultimato lo spoglio delle schede rinunciando dunque a chiudere le operazioni. Lo scrutinio, da quel momento in poi, è passato all'apposita commissione di verifica presieduta dal giudice Margherita Cardona Albini. Il lavoro viene svolto a porte chiuse. I voti di scarto dai quali dipenderà il verdetto (vittoria al primo turno per Battista, oppure ballottaggio tra due settimane con Gravina) sono pochissimi e dunque il procedimento è lungo e meticoloso, con un'attenzione scheda per scheda. All'interno dell'Aula consiliare dove si svolge il controllo, oltre ai membri della commissione, sono presenti i rappresentanti di lista. In municipio, inoltre, a monitorare, anche gli avvocati del centrosinistra, Salvatore Di Pardo e Andrea Latessa. Qualsiasi dovesse essere il verdetto finale, alta è la probabilità di ricorsi elettorali in quanto tutto si deciderà per una manciata di voti.
Scrutinio-bis anche a Teramo, dove il finale al cardiopalma decreta, a distanza di oltre 20 ore dall'inizio dello spoglio, il ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco. Al centro del contendere che ha fatto fermare una delle 80 sezioni, un segno di colore diverso su una cinquantina di schede tracciato da una matita 'ufficiale' e non registrata nell'inventario del seggio. Dopo lo spoglio da parte della commissione elettorale centrale, vanno quindi al ballottaggio il sindaco uscente Maurizio Brucchi (centrodestra) con il 49,77% e la candidata sindaco Manola Di Pasquale (centrosinistra) con il 25,12%. L'ultima speranza di evitare un altro voto risiede nel ricorso con cui, domani, si chiederà la revisione delle schede elettorali.