LA PROTESTA

Abruzzo. Attività funebre, «il blitz del Consiglio regionale per cambiare le regole»

Protestano le federazioni del settore: «si gioca al ribasso con i requisiti»

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Abruzzo. Attività funebre, «il blitz del Consiglio regionale per cambiare le regole»




ABRUZZO. «Un vero e proprio blitz». Così le due Federazioni Nazionali, Federcofit (Federazione Italiana Comparto Funerario) e Feniof (Federazione Italiana Onoranze Funebri) definiscono il cambiamento apportato alla legge regionale 41 del 2012 in merito alla attività funebre.
Una legge già contestata in passato, modificata l’ultima volta a dicembre scorso dopo 12 anni di titubanze.
Se prima, con la legge esistente, le agenzie funebri dovevano necessariamente avere il carro di proprietà o in contratto di leasing, adesso, con la novità introdotta ad inizio maggio, è necessario avere la "disponibilità continuativa". Tuttavia, spiegano le organizzazioni dell eimprese, non si capisce bene come dovrebbero fare le imprese che non hanno la proprietà a trasportare le salme, anche perchè «non c'è nessuna norma che regolamenta il noleggio con conducente nei trasporti funebri».

«Con un provvedimento omnibus e a distanza di ben due anni di distanza dal varo del testo in oggetto», denunciano le due federazioni, «si è arrivati al cambiamento delle regole in corsa».
Il tutto è avvenuto il 9 maggio scorso mentre si stavano votando le variazioni della legge in materia sanitaria. All’improvviso è stato messo a votazione anche un emendamento, proposto da Nazario Pagano, all’articolo 35 inerente l’attività funebre.
«Di fatto», contestano le due federazioni, «il Consiglio, con le modifiche apportate, non ha reso più libera la nostra attività, nella falsa convinzione di contrastare le famigerate “grandi imprese” che opprimono i piccoli operatori ma di fatto permette a quegli operatori, che non sentono neppure l’impegno di dotarsi di un idoneo mezzo per eseguire i servizi funebri, di esercitare questa attività arrangiandosi».

Insomma la modifica non va proprio giù. Nei mesi scorsi l’assessore al bilancio, Carlo Masci, aveva in qualche modo annunciato la necessità di apportare delle modifiche sostenendo che la legge in vigore fosse anticostituzionale perché con paletti troppo rigidi non ammissibili per regolare il libero mercato.
«I Consiglieri sono così distanti dalle questioni che approvano», contestano ancora le due federazioni, «da ricordarsi dopo ben due anni che la norma non funziona, oppure alcuni, per qualche voto in più, sotto le elezioni, hanno dato risposta a sollecitazioni di interessi molto “particolari” e che, oggettivamente, vanno contro gli interessi generali dei cittadini e delle famiglie colpite da un lutto».
La proposta che le due federazioni avevano presentato, fatta propria e votata dal Consiglio ed accettata anche dal Governo centrale che non aveva sollevato obiezioni, «tendeva a garantire le condizioni per assicurare i servizi, senza impedimenti, alle famiglie nel pieno rispetto delle loro esigenze. Invece di rimarcare la necessaria professionalizzazione del settore si gioca al ribasso dei requisiti, senza tutelare i diritti dell’utenza che già vive una situazione di estremo disagio per la morte di un proprio caro».