LA SENTENZA

Perforazioni sul lago di Bomba: motivazione carente per il Comitato Via e rispunta l’incubo

Il Tar riapre la partita e gli ambientalisti ritornano sul piede di guerra

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LUCIANO DI TIZIO

Luciano Di Tizio




ABRUZZO. Il Comitato Via aveva detto no ma le motivazioni erano carenti per cui il tar ha dato ragione alla Forest Cmi spa che vuole perforare alla ricerca di gas sul lago di Bomba.

Lo sta stabilito ieri il Tar di Pescara con sentenza n. 229/2014 che di fatto apre nuovamente uno spiraglio alle perforazioni e coltivazioni idrocarburi nel territorio del comune di Bomba.
La decisione parte dal rilievo che il Comitato VIA ha motivato in modo troppo laconico e superficiale il proprio giudizio.
La sentenza non dà il via libera definitiva al progetto, in quanto il Tar ha riconosciuto espressamente, in ordine al rischio di subsidenza, che le «considerazioni difensive» del Wwf e del Comitato dei Cittadini «meritano di essere in linea di principio condivise. Il rischio considerato è infatti talmente consistente, per la vastità del territorio e della popolazione che ne subirebbe le ripercussioni (si paventa infatti il possibile cedimento della diga descritta come tra le più estese d'Europa, posta a monte della valle del fiume Sangro densamente popolata e industrializzata) da giustificare l'invocazione del principio di precauzione».
«Il TAR ha accolto il ricorso perché il Comitato CCR VIA ha reso una motivazione troppo superficiale e stringata, che non controbatte gli studi della Forest», dichiara l'avvocato Herbert Simone, legale del Wwf, «In particolare il Giudice Amministrativo ha ritenuto espressamente degne di attenzione le deduzioni difensive del WWF e del Comitato in ordine ai limiti metodologici e alla inidoneità previsionale degli studi presentati da Forest, ma allo stesso tempo ha richiamato la nota regola per cui non si può integrare in giudizio la motivazione insufficiente del provvedimento amministrativo».
«Questo conferma quello che il Wwf sostiene da tempo e cioè il Comitato Via va profondamente riformato con una apposita e urgente legge regionale», die il responsabile regionale Wwf, Luciano Di Tizio, «fondata sui concetti della trasparenza e della partecipazione, e soprattutto deve cambiare radicalmente il proprio modus operandi, con istruttorie più approfondite, esaminando in ogni seduta solo poche e non  decina di pratiche, con l'obbligo di sopralluoghi sul posto almeno per i progetti più importanti., In questo modo  le proprie decisioni verrebbero motivate in modo più analitico e puntuale e non si andrebbe incontro alle oggi frequenti "bocciature" da parte della magistratura».
«Confidiamo», aggiunge, «che il parere negativo venga confermato con una motivazione "a prova di bomba" e che la nuova Amministrazione Regionale ponga mano al dolente argomento della gestione del Comitato CCR-VIA: i cittadini non possono rischiare che progetti così devastanti vengano approvati solo a causa delle gravissime disfunzioni organizzative del Comitato».
Fabrizia Arduini, responsabile idrocarburi per il Wwf Abruzzo invece commenta: «Nulla di nuovo sotto il sole, purtroppo, sul funzionamento del Comitato VIA. La battaglia tuttavia continua e il WWF non si tirerà certo indietro».

«Da anni dico - insieme alle associazioni ambientaliste e ai comitati - che in Abruzzo c'è bisogno di una legge regionale sulla V.I.A», ha detto il candidato alla regione Maurizio Acerbo, «Purtroppo la politica regionale, da Franco Caramanico a Chiodi - pende dalle labbra del direttore Sorgi. La mia legge sul funzionamento del Comitato VIA è stata congelata senza che venisse dalla maggioranza trasversale degli amici di Sorgi nessuna proposta seria. L'Abruzzo è una delle poche regioni italiane ad aver organizzato la VIA con una sequela di delibere di giunta e non con una legge organica».

PERFORAZIONI SUL LAGO DI BOMBA Forest Cmi - TAR PESCARA