I GIUDICI DEI GIUDICI

Dopo la querela alla "Voce delle Voci", Napolitano gira le carte al Csm

Prossima indagine sui giudici annunciata dal Presidente della Repubblica

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Dopo la querela alla "Voce delle Voci", Napolitano gira le carte al Csm






SULMONA. Arriva una novità nella vicenda giudiziaria partita da Sulmona e che ha colpito la ‘Voce delle Voci’ fino a far interrompere le pubblicazioni del mensile d’inchiesta, dopo trenta anni di storia.
E si tratta di una novità che proviene dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
La vicenda è ormai nota e rischia di incancrenirsi ulteriormente.
Per un articolo del giornalista Rai, Alberico Giostra, pubblicato dalla Voce nel 2008 e dedicato a Italia dei Valori, l’esponente sulmonese del partito Annita Zinni, compaesana dei Di Pietro perché nata a Montenero di Bisaccia, ha citato in giudizio la Voce lamentando danni biologici subiti dalla pubblicazione. A pronunciare la sentenza che condanna il mensile a quasi centomila euro di risarcimento danni è stato il giudice di Sulmona, Massimo Marasca.
Attraverso i suoi avvocati – Alessandra Vella, altro esponente politico Idv a Sulmona, e Sergio Russo di Roma – Zinni ha attaccato la Voce con ben 4 pignoramenti, estesi ad oltre 30 banche italiane e perfino alla storica testata La Voce delle Voci, tuttora bloccata da questa azione giudiziaria (l’ultimo numero è uscito in edicola a marzo scorso).
Una vicenda che per ora è ferma al primo grado ma ha già prodotti effetti nefasti sul giornale.

L’APPELLO A NAPOLITANO
Il 22 aprile scorso i giornalisti della Voce hanno rivolto un appello al presidente Napolitano, al quale hanno chiesto di valutare, «quale garante massimo delle istituzioni», una sentenza che assegna danni per centomila euro «ad una persona che, dopo l’articolo citato, ha compiuto una fulminea escalation, diventando segretario provinciale Idv per acclamazione».
I giornalisti hanno chiesto al Capo dello Stato se «provvedimenti come questo non sembrino assurdi, se raffrontati ai pochi spiccioli spesso liquidati ai lavoratori che, per compiere il proprio dovere, hanno subito gravi e permanenti menomazioni fisiche».
La risposta del Quirinale ai giornalisti della Voce è arrivata due giorni fa. Il direttore dell’Ufficio per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia presso il Segretariato Generale del Quirinale, Ernesto Lupo, scrive che, «pur nella migliore comprensione, non rientra tra le attribuzioni costituzionali del Capo dello Stato l’intervento su questioni appartenenti alla competenza dell’autorità giudiziaria».

CARTE AL CSM
Dopo aver ricordato che «tali fatti possono soltanto essere sottoposti al vaglio della magistratura», il documento precisa, in conclusione, che «il vostro esposto è stato comunque inviato al Consiglio superiore della magistratura, organo competente a valutare le condotte dei singoli magistrati».
I giornalisti contestano tra le altre cose che nell’ambito del processo di primo grado sia stata ammessa come testimone di parte offesa il pm di Sulmona, Aura Scarsella, amica della Zinni ma magistrato nella stessa procura del giudice Marasca che ha emesso la sentenza.
I giornalisti della Voce Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola aspettano: «ringraziamo il presidente Napolitano», commentano, «e restiamo in fiduciosa attesa delle decisioni che saranno assunte dall’organismo di autocontrollo della magistratura».
«In queste ore», sottolinea il direttore Cinquegrani, «mentre la Voce è impossibilitata ad esercitare il diritto-dovere di informazione dai pignoramenti della Zinni, la stessa fa campagna elettorale per le europee al fianco di Antonio Di Pietro, di Ignazio Messina e della candidata Idv al consiglio regionale abruzzese, la psicologa Susanna Loriga che ha certificato nel nostro processo il suo malessere. Il tutto, proclamandosi paladini della giustizia e della libertà di stampa».
Da settimane i giornalisti attendono una risposta dai vertici dell'Idv che hanno contattato più volte strappando promesse ma finora senza esito.
Anche PrimaDaNoi.it ha tentato di contattare le parti in causa per ascoltare la loro versione per ora senza esito.