IL FATTO

Abruzzo. Equitalia, promotore finanziario di Sulmona strozzato dai debiti denuncia Befera

«Contenzioso da 108 mila euro»

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Attilio Befera

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SULMONA. Un contenzioso con il fisco nato per uno stupido errore, l'accanimento dell'Agenzia delle Entrate e poi Equitalia.
A queste si aggiunge la procura di Sulmona chiamata a far luce sul comportamento della stessa Agenzia delle Entrate e infine un esposto nei confronti di Attilio Befera al vertice del Fisco.
La storia la racconta la Federcontribuenti che ha seguito il caso. Nel 2005 Raffaele Presutti, 48enne promotore finanziario di Sulmona, acquista una prima casa per 133.000 euro. Nell'atto viene indicato, «per negligenza del notaio» il valore catastale dell'immobile per 60 mila euro. Dopo pochi mesi l’uomo rivende l'immobile per 170.000 e come regola avrebbe dovuto pagare il 10% di imposta a titolo definitivo sulla differenza tra il prezzo di vendita, 170.000 e il prezzo di acquisto, 133.000 più spese notarili: circa 3.700 euro. Dietro parere di un funzionario dell'Agenzia delle Entrate di Sulmona non paga questa plusvalenza. Nel 2007 gli arriva una notifica di accertamento dall'Agenzia delle Entrate di Sulmona, nell'occasione, Presutti, presenta la lettera della banca attestante il pagamento a favore del venditore e la fotocopia degli assegni a spiegare che è stato un errore del notaio. Presutti inoltre spiega che si è fidato del consiglio di un loro funzionario e che comunque basterebbe un accertamento bancario su di lui ed il venditore per dirimere la controversia. L'Agenzia ignora gli assegni circolari e la lettera della banca e il contenzioso in breve tempo si trasforma in una cartella esattoriale da 108 mila euro.
Presutti fa ricorso in Commissione Tributaria e perde i primi due gradi. In attesa del ricorso in Cassazione, scadenza ottobre 2013, Equitalia richiede il pagamento di 45.000 euro più 21.384,72 euro. Chiede e ottiene la rateizzazione, a tutt'oggi in regolare ammortamento.
Il 15 maggio arriva da Equitalia Pescara una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria per altri 29.633 euro su beni personali, alla richiesta di spiegazioni , Equitalia risponde l'indomani a Presutti con una lettera di scuse e l'annullamento dell'atto. Ad agosto il promotore finanziario presenta un esposto denuncia presso la Procura di Sulmona: il pm Stefano Gallo gira tutto alla Guardia di Finanza che sta tutt'ora accertando il reato di abuso o omissione di atti d'ufficio.
Fine dicembre, in evidente difficoltà finanziaria, Presutti chiede alla Commissione tributaria di sospendere il pagamento delle cartelle Equitalia : non solo per il ricorso in Cassazione, ma perchè non riesce più a far fronte alle rate da 1.800 euro. La Commissione rigetta l'istanza. Presutti non ci sta: «sono venuto a conoscenza che tutti i partiti politici hanno accertamenti tributari o fiscali in corso, tuttavia da anni tali accertamenti non seguono alcuna emissione di cartelle esattoriali o successivi pignoramenti ed esecuzioni. Addirittura scopro che Befera avrebbe agevolato l'imprenditore Caltagirone, dilazionandogli un ingente debito così a lungo che, a detta dello stesso intervistato, ‘lo finiranno di pagare i nipoti’».