SCANDALO INFINITO

Abruzzo. Ater Chieti: la giunta regionale ora “vede” il dissesto ma è troppo tardi

Negli scorsi anni non c’era mai stato alcun rilievo sui documenti contabili né dai revisori né dalla giunta

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Chiodi e Febbo

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L'AQUILA. La Giunta regionale ha approvato la delibera con la quale viene dichiarato il dissesto finanziario strutturale dell'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) di Chieti, come chiesto dall'amministratore unico, Antonella Gabini, in attuazione dell'emendamento approvato recentemente dal Consiglio regionale.
Secondo l’assessore regionale Mauro Febbo «il provvedimento si rende necessario per attivare il piano di risanamento che consentirà all’Ater di trovare le disponibilità necessarie all’erogazione dei servizi destinati agli utenti delle case popolari. Inoltre potrebbe finalmente sbloccare il pagamento degli stipendi per i 23 dipendenti che non l’hanno percepito e sono in stato di agitazione. Passo necessario e conclusivo  - aggiunge Febbo - sarà la nomina,  attraverso un Decreto del Presidente della Regione Abruzzo, di un Commissario che dovrà gestire il risanamento dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale. Il decreto sarà emanato nei prossimi giorni. Dalla data di nomina decade l’Amministratore unico attualmente in carica ed è risolto definitivamente il contratto del Direttore senza che venga corrisposto alcun compenso o indennizzo».
Arriva al fotofinish questa delibera che sarà una delle ultime approvate da questa giunta regionale che lascia qualche speranza per il futuro ma che racconta anche un passato di grandi “distrazioni” e di controlli troppo blandi visto che nessuno si è accorto di nulla fino all’arresto per tangenti del presidente e commissario Marcello Lancia, già nominato dalla giunta Chiodi.
Da una parte, la Regione, dunque, ammette il dissesto, dall’altra, però, ammette anche che qualcosa non sia andato nel verso giusto: infatti è proprio la giunta Regionale che dovrebbe controllare i bilanci di anno in anno.
La gestione delle Ater avviene su indicazioni fissati dal Consiglio regionale che sceglie e individua gli obiettivi.
Lo stesso statuto dell’Ater Chieti stabilisce, per esempio, quali voci analitiche deve prevedere il bilancio per consentire chiarezza e facilità di controllo.
L’articolo 16 dello statuto dell’Ater di Chieti si intitola “ Vigilanza - Controllo sugli atti e sugli organi dell'ATER”, di seguito si legge: «La Giunta Regionale, sulla base degli indirizzi formulati dal Consiglio Regionale, esercita la vigilanza sull'ATER e può disporre le ispezioni e verifiche. Sono soggetti a controllo di legittimità da parte della Giunta Regionale i seguenti atti dell'ATER: a) I regolamenti e l'ordinamento degli uffici e del personale; b) Il bilancio di previsione e di esercizio».
E’ solo uno dei controlli visto che l’Ater stessa è chiamata ad una prima verifica interna dei bilanci attraverso il collegio dei revisori dei conti.
Non risultano rilievi di sorta che possano risultare oggi come campanelli d’allarme postumi o individuare le cause del dissesto che oggi è certificato appunto dalla giunta am che probabilmente arriva da lontano.

Sulla grave situazione debitoria indaga intanto la magistratura dopo l'invio degli atti da parte dei vertici aziendali.
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, attraverso un decreto, nominerà un commissario.
Risolto definitivamente il contratto del direttore, Domenico Recchione, senza che venga corrisposto alcun compenso o indennizzo; in riferimento al direttore, nelle scorse settimane è emerso che è arrivato a percepire uno stipendio lordo di 324 mila euro a cui nel 2013 si sarebbero aggiunti 53mila euro di arretrati, un emolumento superiore a quanto percepito dal presidente degli Stati Uniti Obama e quello italiano Napolitano.
Questo particolare però non ha destato alcun allarme negli anni scorsi da parte degli organi di controllo (tra cui la giunta regionale)  anche perché ora sotto la lente della procura di Chieti ci sono anche i trattamenti economici dei dirigenti, due dei quali percepiscono rispettivamente 180 mila euro e 128 mila euro l'anno.
La norma approvata dal Consiglio regionale prevede per le Ater in difficoltà economiche c'è la possibilità di vedersi riconosciuto lo stato di dissesto che prevede il ripianamento dei debiti con la vendita dei loro beni ad uso commerciale, quali garage, locali al pianterreno, terreni non edificabili a fini sociali e fabbricati dismessi, non degli alloggi popolari.

NEL 2011 GIA' DISSESTO, GIA' VENDITA IMMOBILI E RIPIANO

Ad aprile del 2011 il Consiglio regionale approvò il programma dell’Ater di Chieti per l’utilizzo dei proventi derivanti dall’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’ente.
Cioè si erano già venduti immobili al solo fine di colmare il deficit creato dalle precedenti gestioni.
I fondi disponibili incassati ammontarono a circa 9,7 milioni di euro: di questa somma, 1,3 milione è stata destinata al ripiano del deficit dell’Ater, il resto per la manutenzione straordinaria di condomini già esistenti e per concludere la costruzione di nuovi stabili.
Alla manutenzione straordinaria sono andati 2,3 mln di euro.
Quella dell’Ater di Chieti è una storia troppo simile a tante altre che vede un copione già scritto: silenzio assoluto e poca trasparenza negli anni di maggiore “floridezza” poi “improvviso” arriva lo scandalo (anche questa volta tangenti e appalti truccati) e subito dopo si scopre il dissesto nel bilancio. Staria uguale vissuta per esempio dall’Aca di Pescara…
 Come si è arrivati a questo punto probabilmente non lo si saprà mai, così come non si individueranno i responsabili. Vi saranno sollevazioni di politici indignati  per difendere i dipendenti che non prendono lo stipendio e si dovranno vendere i beni immobili per fare cassa e ripianare la voragine.
Ma ora tutto questo sarà compito della prossima giunta regionale.