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Abruzzo. La marcatura ad uomo di Acerbo su D’Alfonso: «sono l’unico che lo affronta a viso aperto»

Dalle inchieste della magistratura al Ponte del Mare: «l’ex sindaco mente»

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Abruzzo. La marcatura ad uomo di Acerbo su D’Alfonso: «sono l’unico che lo affronta a viso aperto»




PESCARA. Quella del candidato presidente alla regionali, Maurizio Acerbo, nei confronti di Luciano D’Alfonso potrebbe definirsi una «marcatura ad uomo».
Lo placca, lo interrompe, lo affianca nei dibattiti televisivi anche quando Chiodi (centrodestra) o Marcozzi (M5S) danno forfait. Gli chiede ancora conto dei soldi della zia e dei mancati prelevamenti (due volte in meno di una settimana in due tv diverse), gli chiede di dire pubblicamente che per un reato, quello del finanziamento ai partiti, non è stato assolto ma prescritto.
Lo chiama ripetutamente «bugiardo» in televisione, «il grande Pallone» su Facebook, gli dice «come te anche Ciancimino faceva primo», e gli ricorda degli amici «potenti» non rinnegando nemmeno troppo un passato in cui erano alleati. «Sono l’unico che ha l'ardire di affrontarlo a viso aperto», analizza oggi Acerbo, «e, oserei dire, in maniera leale». Anche i grillini pressano e invadono il suo feudo (come a Lettomanoppello) però nei confronti pubblici la candidata Sara Marcozzi non si ‘sbraca’.
D’Alfonso vicino ad Acerbo perde leggermente il suo aplomb, gli risponde dandogli del «maleducato» o del «perdente» («peschi in un bacino di 3 persone», «siete rimasti solo tu e tua cognate»), lo deride con ironia e quando lo sfidante si infervora lo invita alla calma: «non ti vorrei sulla coscienza». O ancora «mi auguro che tu dica quello che dici in preda alla Coca Cola».

L’ultimo duello tv tra i due su Rete 8 si è chiuso con il caso dell’attribuzione della paternità del Ponte del Mare. «E’ stata una mia idea», ha sottolineato Acerbo rispondendo all’ex sindaco che lo accusava di non aver fatto proposte per la città. Ma D’Alfonso ha smentito. Il Ponte del Mare è suo. La puntata è finita con Acerbo che gridava «sei anche un bugiardo». La questione ha avuto, però, uno strascico anche sulla stampa locale. L’ex assessore all’Urbanistica Tommaso Di Biase (all’epoca in quota Rc oggi con D’Alfonso) sulle pagine del Messaggero conferma che l’idea fu del suo partito.
«Tommaso», dice oggi Acerbo, «scrive quello che io ho detto negli studi di Rete8. Il ponte ciclopedonale è stato inserito nel PRG da Rifondazione che ebbe molte discussioni e accese sia col PDS che con la Margherita. Noi introducemmo l’idea di un ponte riservato soltanto a pedoni e biciclette che connettesse l’affollata riviera nord con quella sud proseguendo la passeggiata in un’ottica di riqualificazione. Poi, come io avevo raccontato, il sindaco si convinse dell’idea e incaricò l’assessore allora di Rifondazione di coordinare il lavoro di ideazione a partire dall’individuazione di un progettista all’altezza del compito».
Che poi D’Alfonso si sia attivato con convinzione coinvolgendo Mattoscio e gli imprenditori «e’ sicuramente vero», insiste Acerbo, «e io non l’ho mai negato essendo abituato a dire la verità anche su quelli che considero avversari politici». «Tommaso all’epoca», ricorda ancora Acerbo, «si arrabbiò molto perché mentre l’allora sindaco si appropriava (come suo solito) di tutti i meriti, il nostro partito non rivendicava la paternità del Ponte e della stessa supervisione tecnica»
«La sintesi della vicenda è che io a Telesirio e Rete8 ho detto la verità e che D’Alfonso ha detto una bugia. La cosa gli dà fastidio perché quel ponte è il segno del suo passaggio sulla terra e l’emblema della sua amministrazione su cui ha costruito una mitopoiesi francamente eccessiva».

LO SCONTRO CON SEL E I SIMBOLI
Ma in queste ore c’è anche un altro caso che investe Acerbo (che fa spallucce). Sel, infatti, contesta il fatto che il candidato presidente di Rifondazione Comunista (in corsa con la lista ‘Un'altra Regione con Acerbo’) abbia scelto un simbolo e una grafica che richiamano quella della lista L'altra Europa con Tsipras.
«Addirittura», protesta Sel, «nel manifesto elettorale di Acerbo è in evidenza anche una spilla con il simbolo della lista L'altra Europa con Tsipras. Vogliamo precisare che la lista alle elezioni europee L'altra Europa con Tsipras è promossa da un vasto schieramento politico e culturale di cui è parte Sinistra Ecologia e Libertà e questa lista si presenta esclusivamente alle elezioni europee».
Alla Regione Abruzzo e al Comune di Pescara Sel è presente con una sua lista e con il suo simbolo in appoggio rispettivamente a D’Alfonso e Alessandrini.
«Non polemizzo con Sel. Non rilascerò dichiarazioni contro Sel neanche sotto tortura», replica Acerbo. «Capisco che i dirigenti abruzzesi abbiano qualche difficoltà a spiegare come si concilia l’alleanza con D’Alfonso e la partecipazione alla lista L’Altra Europa con Tsipras ma li invito a non trascinarci in polemiche sterili. Il simbolo che abbiamo presentato è stato comunicato e concordato con i garanti e rispetta l’accordo nazionale. Che ci si contesti l’impegno per la “lista Tsipras” è davvero surreale»

Alessandra Lotti