SCANDALI INFINITI

Debiti Ater Chieti: Procura indaga su stipendio d’oro del direttore

Oggi riunione giunta regionale per piano dissesto

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POSTE CENTRALI CHIESTI - PROCURA DI CHIETI

Procura Chieti




L'AQUILA. La Procura della Repubblica di Chieti ha aperto una inchiesta sulla situazione debitoria dell'azienda territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) di Chieti alle prese con un super indebitamento di circa 4 milioni di euro.
L’ammanco è stato accertato dall’attuale amministratore unico Antonella Gabini: l’azienda avrebbe dovuto versare 5 milioni a Bankitalia, invece li ha utilizzati per le spese correnti, come gli stipendi d’oro ai dirigenti.
Sono stati i vertici dell'ente regionale a consegnare gli atti ai magistrati: in particolare, saranno verificati le azioni per le quali il direttore, Domenico Recchione, è arrivato a percepire uno stipendio lordo di 324 mila euro a cui nel 2013 si sarebbero aggiunti 53mila euro di arretrati, un emolumento superiore a quanto percepito dal presidente degli Stati Uniti Obama e quello italiano Napolitano.
Oltre a questo sostanzioso esborso, accertamenti anche sui trattamenti economici dei dirigenti, due dei quali percepiscono rispettivamente 180 mila euro e 128 mila euro l'anno.
Superiori ai compensi dei direttori e dei dirigenti della Regione Abruzzo, le eccedenze tagliate dovranno essere acquisite dalle aziende per migliorare i bilanci fino a che permane uno squilibrio finanziario o per finanziare la manutenzione degli alloggi assegnati a fini sociali e fino quando non si raggiunga il riequilibrio finanziario.

IL PIANO DI RISANAMENTO
Mentre la magistratura lavora per fare chiarezza, sta per essere approvato il piano di dissesto finanziario chiesto dall'amministratore unico, Antonella Gabini, che potrebbe attivare quel piano di risanamento che potrebbe sbloccare il pagamento degli stipendi per i 23 dipendenti che non hanno percepito la mensilità di aprile e sono in stato di agitazione.
La seconda commissione consiliare riunita con urgenza ha infatti approvato un parere che deve essere allegato alla delibera con cui la Giunta regionale darà il via libera alla istanza di dissesto finanziario. Lunedì è fissata la riunione di Giunta. Secondo quanto stabilito in un emendamento, licenziato nelle scorse settimane dal Consiglio regionale, per le Ater in difficoltà economiche c'è la possibilità di vedersi riconosciuto lo stato di dissesto che prevede il ripianamento dei debiti con la vendita dei loro beni ad uso commerciale, quali garage, locali al pianterreno, terreni non edificabili a fini sociali e fabbricati dismessi, non degli alloggi popolari.
«E' urgente avviare un processo di risanamento, in questo senso ho avuto un grande supporto dalla Giunta regionale e del consiglio regionale, sia come maggioranza, sia come opposizione - ha spiegato Gabini, audita dalla competente commissione consiliare nella scorse settimane -. Con il via libera alla dichiarazione di dissesto e alla vendita di immobili, il sistema bancario, che ha bloccato i flussi, ridarà ossigeno all'Ater di Chieti che così potrà pagare stipendi, imprese e fornitori».

IL FUTURO
L'emendamento prevede anche la facoltà di rescindere il contratto al direttore che viene ritenuto uno dei responsabili del buco, e in questo senso, stando a quanto si è appreso, il direttore Recchioni avrebbe le ore contate: per lui l'amministratore unico avrebbe pronta la lettera di revoca.
La Regione, con una legge approvata nelle scorse settimane, ha di fatto commissariato l’Ater che si trova in condizioni di deficit strutturale. Ma la strada è tutta in salita.
I revisori dei conti sostengono che la Regione conoscesse la situazione dei conti in rosso e del buco milionario fin da luglio scorso. Lo sapeva perché nel secondo semestre del 2012, l’Ater di Chieti è stata sottoposta a ispezione da parte della Struttura speciale di supporto controllo ispettivo contabile della Regione per le annualità 2008-2010, per quanto riguarda la verifica amministrativa-contabile e del personale, e per il 2011 per quanto riguarda ai soli atti attinenti al personale.