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Abruzzo. Nave bloccata nel canale di Suez: la Honda di Atessa si ferma per 2 giorni

Imprevisto che blocca fabbrica e indotto: Uilm: «piove sul bagnato»

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Abruzzo. Nave bloccata nel canale di Suez: la Honda di Atessa si ferma per 2 giorni




ATESSA.  Una nave con 45 container bloccata dal 5 maggio all'ingresso del canale di Suez lascia a casa lunedì 19 e martedì 20 tutti i 355 dipendenti della Honda e 92 stagionali.
Incredibile quasi a credersi ma è così: cassa integrazione per mancanza di fornitura dall'Asia e, se la situazione non si sblocca in fretta, potranno esserci altre giornate di fermo.
La crisi delle due ruote in Europa è pesante, ma qui piove sul bagnato, fanno notare i sindacati che stigmatizzano questo imprevisto che non fa che accrescere una crisi del settore automotive che colpisce anche l’Abruzzo.
Siamo in alta stagione e la Honda ha un mercato che la vede sempre ai primi posti nelle vendite in Europa, ma se non riesce a produrre adesso le conseguenze si sconteranno per molti mesi.
«Non garantire le forniture all'unico stabilimento Honda in Europa che produce moto», dice il segretario Uilm Chieti-Pescara, Nicola Manzi, «è un problema a cui dal Giappone devono darci una risposta. La casa madre giapponese deve rivedere la sua strategia industriale per quanto riguarda la componentistica di importazione, visto che l’attuale organizzazione si è dimostrata labile, insostenibile e con margini di imprevedibilità che la Honda non può permettersi. A rischio c'è il progetto New Honda, fortemente voluto e pagato a caro prezzo dai lavoratori».
La Uil chiede allora alla Honda di ridare fiducia al territorio «riportando la produzione della componentistica dall’Asia in Abruzzo e considerando che la scelta industriale di importazione si sta rivelando dannosa e costosa per lo stabilimento Honda di Atessa».