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Tasse: Tasi, gli inquilini pescaresi pagheranno il 30%

Ranieri protesta: «Un altro aumento indiscriminato delle tasse»

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Tasse: Tasi, gli inquilini pescaresi pagheranno il 30%




PESCARA. La Tasi, la tasse che servirà per finanziare i servizi indivisibili garantiti dai Comuni (illuminazione pubblica, manutenzione parchi e strade) a differenza dell’Imu deve essere pagata non solo dai proprietari di immobili ma anche dagli inquilini.
Sono i Comuni a decidere, insieme alle aliquote di applicazione della tassa ed eventuali detrazioni, in che misura, compresa fra il 10 e il 30%, l’inquilino dovrà concorrere al versamento. Il resto sarà a carico del proprietario.
Il Comune di Pescara oggi ha deciso: i pescaresi che vivono in affitto dovranno versare il 30% del contributo.
Protesta Renato Ranieri, presidente della Commissione Comunale Finanze e candidato al Consiglio Comunale con la lista “Liberali, Centro Democratico e Popolari per Pescara”, in appoggio a Marco Alessandrini: «l’ultimo regalo del sindaco Albore Mascia è un aumento indiscriminato delle tasse a pochi giorni dalle elezioni». Stamattina, infatti, in una seduta straordinaria della Commissione Finanze, è stata discussa la delibera sulla Iuc, la nuova Imposta Municipale Unica, che per la prima volta andrà a gravare anche sulle tasche degli inquilini con la componente Tasi.
Ranieri definisce «indecente» la proposta avanzata dall’attuale maggioranza di suddividere la Tasi per il 70% tra il possessore dell’immobile e per il 30% tra il detentore. «Siamo di fronte a un atto politico illegittimo – spiega Ranieri – tra l’altro perpetuato a pochi giorni dalle elezioni amministrative. E’ dal 1° gennaio che è entrata in vigore la nuova normativa nazionale sulla Iuc. Questa maggioranza avrebbe potuto disciplinare e istituire il regolamento a suo tempo, provvedendo anche ad approvare il bilancio di previsione. Avremmo avuto il tempo e la calma di discutere la delibera in Consiglio Comunale, senza la fretta scaturita dalle elezioni imminenti. Invece da gennaio ad oggi è stato perso solo tempo».

«Non capisco da chi sia stata decisa questa ripartizione», insiste Ranieri, «visto che la legge prevede per gli inquilini una misura compresa tra il 10 e il 30 per cento».
Dunque in base alla nuova disciplina, i cittadini il 16 giugno dovranno pagare l’Imu e la Tasi, mentre il 31 luglio dovranno sborsare altri soldi per la Tari, calcolata nella misura del 60% della vecchia Tares.
Il valore di riferimento per calcolare la Tasi è lo stesso dell'Imu, cioè la rendita catastale rivalutata e moltiplicata per gli appositi coefficienti (160 per le abitazioni). Anche in questo caso la legge permette ai sindaci di adottare percentuali che vanno dalla base dell’ 1 per mille, fino ad un massimo del 3,3 per mille.