AMBIENTE E TURISMO

Mare abruzzese: l’80% della costa è balneabile

Lo confermano gli ultimi dati dell’Arta. Eccoli

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MARE SPIAGGIA




ABRUZZO. Nel bel mezzo delle polemiche che infuriano per le mancate assegnazioni delle bandiere blu, l’Arta diffonde gli ultimi dati sulla qualità delle acque di balneazione.
Se, da una parte, l’ente privato (Fee) che assegna i vessilli blu verifica determinate caratteristiche (tra le quali la qualità delle acque è solo uno dei parametri), dall’altra, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale certifica con periodiche analisi chimiche la reale qualità delle acque costiere dove ci si bagna.
Da pochi giorni l’Arta ha terminato la prima fase di analisi sui campioni di acque marino-costiere prelevati lungo il litorale abruzzese, all’apertura della nuova stagione.
Riassumendo a grandi linee allora l’agenzia conferma la situazione del 2013, «con oltre l’80% di costa balneabile».
E se pochi giorni fa altra polemica rovente ha interessato le acque di Alba Adriatica oggi è l’Arta che offre il destro per smorzarle. Infatti è risultata entro i limiti di legge anche l’acqua prelevata nella stazione di campionamento di Alba Adriatica, a sud del Torrente Vibrata e, se il dato positivo verrà confermato dalle successive verifiche (la seconda è in corso), potrà essere rimosso il divieto di balneazione attualmente vigente.
I dati dei controlli finora effettuati sono consultabili sul sito ARTA, e qui sotto per i lettori di PrimaDaNoi.it.
Lungo la costa abruzzese sono 144 i punti di osservazione individuati lungo i 126 chilometri di fascia costiera regionale - in media si effettua quasi un prelievo per chilometro - e il calendario della campagna di monitoraggio (anch’esso disponibile on line) prevede per il periodo aprile-settembre 6 campionamenti con cadenza mensile, in alcuni casi quindicinale.
La normativa di riferimento per la classificazione della qualità delle acque come “scarsa”, “sufficiente”, “buona” ed “eccellente” è costituita dal decreto legislativo 116/08 (che ha recepito la Direttiva 2006/7/CE) e il Decreto Ministeriale 30/3/2010, che definisce in particolare i valori limite di Escherichia coli e Enterococchi intestinali, indicatori di rischio igienico-sanitario.
«Diverso, va precisato, è parlare di “Bandiera Blu”», fa notare oggi l’Arta, «un riconoscimento internazionale volontario assegnato alle località turistiche balneari che tiene conto di diversi indici relativi alla gestione sostenibile del territorio, di cui la qualità del mare costituisce solo un aspetto».

Quest’anno inoltre l’Arta dichiara di aver intensificato i controlli sugli impianti di depurazione delle acque reflue; di aver ridotto i tempi intercorrenti tra il prelievo e l’emanazione del rapporto di prova (certificato di analisi), da comunicare immediatamente agli Organi interessati, in primis il Comune; di procedere al “censimento delle cavate”.
Nel corso della stagione invernale e in periodo di pioggia, infatti, sono stati censiti i piccolissimi corsi d’acqua non visibili, non attivi nella stagione balneare secca, ma che possono riattivarsi in caso di temporale e apportare così inquinanti, soprattutto se in essi recapitano scaricatori di piena delle fognature urbane.
Questo censimento è finalizzato a segnalare alla Regione l’esistenza di punti in cui estendere il controllo per migliorare la mappa del monitoraggio e costituisce uno strumento prezioso per sapere dove intervenire con azioni di monitoraggio e controllo in caso di inquinamenti saltuari che interessino acque marine destinate alla balneazione.

REGIONE ABRUZZO: ELENCO ANALISI ACQUE BALNEAZIONE (14 MAGGIO 2014)