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Rai Abruzzo, a rischio la sede regionale. Sindacati: «pluralità informazione va difesa»

Cgil, Cisl e Uil contro il piano del Governo

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Rai Abruzzo, a rischio la sede regionale. Sindacati: «pluralità informazione va difesa»




ABRUZZO. Un taglio di 150 milioni: ha tanto ammonta la sforbiciata in casa Rai contenuta nella relazione conclusiva del Commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, sull'indagine conoscitiva per l'acquisizione di elementi informativi sullo stato delle procedure di revisione della spesa pubblica.
Il taglio imposto alla Rai si realizzerebbe con la soppressione o l’accorpamento delle sedi regionali, in quanto per il Commissario Cottarelli 24 sedi sono troppe. L’idea è quella di accorpare le sedi per bacini.
Agitazione da settimane in Abruzzo per il rischio di veder scomparire la sede abruzzese. Nei giorni scorsi si sono mobilitati anche i presidenti di Provincia ma il rischio è tutt’altro che scongiurato.

«L’informazione regionale della Rai è uno dei pilastri del servizio pubblico», dicono oggi il segretario generale della Cgil Gianni Di Cesare, della Cisl Maurizio Spina e della Uil Roberto Campo. «Le sedi regionali danno voce a tutte le realtà territoriali, anche le più piccole, e garantiscono una programmazione più vicina alle popolazioni e alle realtà locali. Solo la presenza di una sede Rai autonoma, con i suoi servizi e con il suo TGR, consente di poter dare voce alla gente e alle comunità locali e territoriali, difendendo la democrazia e il pluralismo d’informazione. Il ridimensionamento dell'informazione regionale del servizio pubblico radiotelevisivo deve essere scongiurato e risulta fortemente contradditorio alla luce della proposta di riforma istituzionale, con la trasformazione del Senato in sede referente degli Enti Locali e delle Regioni»
La Rai, in Abruzzo, dispone di una sede a Pescara ed una distaccata a L’Aquila, nelle quali operano quotidianamente giornalisti, personale tecnico ed impiegati.
«La prospettiva di chiusura o di accorpamento con altra sede», continuano i sindacati, «non tiene conto delle esigenze di informazione richieste al servizio pubblico. La pluralità dell’informazione va difesa, come vanno tutelati i presidi locali dell’informazione e i livelli occupazionali, che garantiscono un valore aggiunto a cui il servizio pubblico non può rinunciare. I giornalisti, il personale tecnico e gli impiegati abruzzesi hanno svolto, in questi anni, un ruolo prezioso e insostituibile da potenziare e non ridimensionato».
Per i sindacati la Rai «deve, sicuramente, ridurre i propri costi, eliminando sprechi e privilegi che pur sono presenti, aprendosi ad un confronto con tutte le organizzazione sindacali, attraverso la presentazione da parte dell’Azienda di un piano industriale, in grado di darle una prospettiva di crescita. È necessario intervenire con coraggio e lungimiranza, aprendo una lotta coraggiosa all’evasione del canone radiotelevisivo, a cui il Governo deve fornire il massimo supporto».