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Castelli, un posto a vita nel Cda pubblico. L’ira del sindaco: «vadano via»

Il primo cittadino: «non producono nulla»

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Castelli, un posto a vita nel Cda pubblico. L’ira del sindaco: «vadano via»

Enzo De Rosa




CASTELLI. «Il Centro ceramico castellano ha nominato a vita il proprio consiglio di amministrazione. E’ uno scandalo di cui non si hanno dimensioni».
E’ furioso il sindaco di Castelli, Enzo De Rosa, che denuncia quanto accaduto nel 2009, prima delle votazioni per il rinnovo della Provincia di Teramo e del consiglio regionale: «gli artefici della sinistra fecero approvare uno Statuto che concedeva a vita l’elezione ai membri del Consiglio di Amministrazione del centro ceramico».
De Rosa cita l’articolo XX: «gli amministratori durano in carica per il periodo fissato dall'atto costitutivo o all'atto della nomina; in mancanza di fissazione di termine (è il caso) essi durano in carica fino a revoca o dimissioni». «E quando si dimettono questi signori?», sbotta il primo cittadino. «Sono da trenta anni all’amministrazione di questo ente». De Rosa spara a zero sull’Ente pubblico «che piazza, nell’occasione favorevole, un Consiglio di Amministrazione poi impossibile da rimuovere. Che fa clientela e basta!
Un malaffare politico di enorme grandezza che sa di compromessi e di accordi sottobanco. Ma quando la vogliamo smettere di cibarci di queste nefandezze?»
Il sindaco oggi protesta con forza e spiega che c’è il rischio che importanti progetti finiscano nel cestino: «pur in presenza di un grande progetto presentato dal sindaco di Castelli relativo ai “Borghi del Gran Sasso” e che poteva essere ricompreso nell’azione di questo Centro Ceramico Castellano, si è in presenza di fermi e di rifiuti a dimettersi quando i signori in oggetto non hanno fatto e svolto niente negli ultimi anni di gestione né sono capaci a dirimere la nuova azione suggerita. Basti pensare», protesta ancora il primo cittadino, «che negli ultimi venti anni il Centro Ceramico Castellano non è stato capace di proporre e presentare alcun progetto a Bandi Regionali ed Europei. Il massimo esempio della mala gestione della cosa pubblica».
Venerdì prossimo ci sarà una nuova assemblea dei soci che si preannuncia infuocata: «bisognerà decidere», dice De Rosa, «se andare avanti con nuove idee da noi suggerite o andare avanti con mancate azioni e con grave sperpero di denaro pubblico come è avvenuto fino ad oggi». Tra le ipotesi, secondo il sindaco, anche l’eventuale liquidazione del Consorzio, «cosa a loro benvista in quanto eviterebbe la loro defenestrazione e manterrebbe i loro interessi. Ma noi ci opporremo con tutte le forze».
Il centro ceramico castellano è una società consortile di cui fanno parte la Provincia di Teramo, Regione Abruzzo, Camera di commercio, Comune di Castelli, Comunità montana del Gran Sasso, Bim, istituto d'arte di Castelli.