LAVORI E MISTERI

Svincolo e Interporto Manoppello, dubbi sul collaudo e documenti top secret

Da cinque anni le denunce dei cittadini: «la strada si allaga e nessuno fa niente»

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Svincolo e Interporto Manoppello, dubbi sul collaudo e documenti top secret

Il nuovo casello



MANOPPELLO. Lo svincolo autostradale di Manoppello è stato aperto il 3 aprile scorso ma c’è un grosso problema segnalato più volte che ad oggi non trova ancora soluzione: la strada si allaga.
Daniel Iezzi racconta l’odissea: da un lato i problemi dettati da questa situazione a pochi metri da un capannone di sua proprietà, dall’altro lato la richiesta di accesso agli atti osteggiata in tutti i modi. Nel mezzo l’acqua. Ma la questione centrale non è, come potrebbe apparire ad un primo sguardo, l’asfalto bagnato o i disagi per la viabilità ma il collaudo stesso dell’opera e i documenti di quei lavori che oggi non vengono tirati fuori dai cassetti. Nemmeno per dimostrare che tutto è stato fatto ad opera d’arte. Perché? In fondo solo le carte possono chiarire la situazione e chiudere la partita: i lavori sono stati fatti a norma? Perché la strada si allaga? Il collaudo aveva messo in evidenza il problema?

UNA VECCHIA STORIA
Il caso interessa la nuova strada per arrivare all'Interporto d'Abruzzo, percorribile a doppio senso dalla quale si diramano altre stradine ancora chiuse. I proprietari dei capannoni della zona già negli anni scorsi avevano lamentato continui allagamenti della strada perché non «c'è una rete di captazione delle acque bianche».
«Percorrendo la strada non sembrano esserci, né sul lato destro né sul sinistro, tombini o canaletti per l'acqua piovana che segue la pendenza della strada e si accumula in un punto», scrivevamo in un articolo del 2009  dopo un sopralluogo. Oggi la situazione è la stessa.
«La strada continua ad allagarsi anche con eventi atmosferiche di modesta entità», ci racconta Iezzi cinque anni dopo.
Nel 2007 è iniziata la procedura di esproprio da parte della Regione che ha colpito anche Iezzi. In virtù di questa procedura ad oggi pende giudizio presso la Corte d'appello de L'Aquila.
Negli anni a seguire c'è stata una fitta corrispondenza con la Regione e con i vari enti ed imprese coinvolte nella realizzazione del casello autostradale e dei lavori: «ho più volte manifestato una serie di irregolarità e mancanze durante la costruzione delle opere in fase di realizzo», racconta ancora il proprietario del capannone.
«A seguito di tale comunicazione si scopre che non sono state fatte delle verifiche idrauliche su un fossato anche in considerazione del cospicuo incremento di apporto idrico».
A dicembre 2012 vengono riconsegnati i lavori ultimati dall'impresa Di Vincenzo –Toto. Nel 2013 vengono nominati tre tecnici regionali (Caputi, Sorgi, De Collibus) per i collaudi finali dei lavori.
Iezzi ha chiesto ed ottenuto un incontro con i collaudatori durante il quale ha messo in evidenza le varie carenze e mancanze durante la realizzazione delle ultime opere e soprattutto il problema irrisolto della strada di accesso all'interporto già esistente e precedentemente collaudata «senza alcun criterio».
A fine marzo 2014 la strada di accesso all'interporto, con il nuovo tratto di collegamento al raccordo autostradale compreso la rotatoria fino al casello autostradale, viene ceduto con un atto di cessione e conseguente delibera al comune di Manoppello.
«In questa cessione», denuncia Iezzi, «non esistono allegati (collaudi, agibilità , autorizzazioni ecc) e fino ad oggi, senza alcun esito, con fitta corrispondenza con l'ente regione sto cercando di ottenere ai sensi delle norme vigenti, l'accesso agli atti in particolar modo acquisire il verbale di collaudo finale.
Ma i documenti vengono gelosamente custoditi.