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Porto Pescara, il Consiglio comunale straordinario si farà 5 giorni prima del voto

Acerbo e Di Paola: 'una buffonata'

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PESCARA. Il Consiglio comunale straordinario sulla ratifica dell’intesa tra Comune e Direzione Marittima per il Piano regolatore portuale si farà.
La seduta è stata fissata ieri, al termine della nuova seduta della Conferenza dei capigruppo, per il prossimo 20 maggio, alle 9 in punto. Dunque marcia indietro su quanto deciso nei giorni scorsi quando la presidenza del Consiglio aveva deciso di rinviare tutto alla prossima legislatura.

Il Consiglio non dovrà approvare il Piano regolatore portuale, ma dovrà solo ratificare un’intesa per mandare atti già approvati al Consiglio superiore dei Lavori pubblici per i pareri di competenza e per gli atti successivi, dunque comunque, nella migliore delle ipotesi, saranno necessari ancora 5 o 6 mesi per passare alla fase operativa.
«Sono certo che quella seduta», commenta il sindaco Luigi Albore Mascia, «non vedrà alcuna passerella politica, perché l’unico interesse di tutta l’Assemblea è quello di assicurare celerità a un’opera strategica e risolutiva per i problemi del nostro scalo e su tale tematica faccio appello anche al senso di responsabilità di quelle forze politiche oggi assenti dagli scranni, ma che pure si candidano a governare la città e che devono assumere consapevolezza dell’importanza dell’intesa».
L’8 aprile scorso il Decreto di Vas è stato firmato. Adesso Comune e Autorità Marittima devono sottoscrivere un’intesa che poi dev’essere obbligatoriamente ratificata dal Consiglio comunale, ma l’atto era arrivato a ventiquattro ore dall’inizio di quei 45 giorni di sospensione delle attività determinate dal voto del prossimo 25 maggio. Tuttavia la norma prevede che, per situazioni urgenti e indifferibili, il Consiglio può tornare a riunirsi per approvare atti di estrema importanza come da parere espresso anche dal Segretario generale del Comune di Pescara Antonello Langiu. 

Mascia, nei giorni scorsi, aveva chiesto all’Ufficio di Presidenza di rivedere la propria decisione e di convocare la seduta, una richiesta supportata, peraltro, dalla richiesta formale presentata dal presidente della Commissione consiliare Lavori pubblici Armando Foschi che ha anche raccolto le firme per tale istanza, un documento sottoscritto dal sindaco, quindi da Foschi e dai consiglieri Nico Lerri, Vincenzo Berghella, Augusto Di Luzio, Antonio Sabatini, Alessio Di Pasquale di Forza Italia, Michele Di Marco e Amedeo Volpe di Pescara Futura e Moreno Di Pietrantonio del Pd.
Ieri il presidente De Camillis ha convocato in via d’urgenza la conferenza dei capigruppo decidendo di consentire lo svolgimento della seduta il prossimo 20 maggio.
La seduta si aprirà con la surroga del consigliere Marco Mambella, nominato assessore, al quale subentrerà il primo dei non eletti nella lista di Pescara Futura, Gianni Papponetti; al secondo posto ci sarà la nomina dei due nuovi vicepresidenti del Consiglio comunale, in sostituzione dei due dimissionari Fausto Di Nisio e Adele Caroli, e la nomina del vicepresidente vicario; al terzo punto dell’ordine del giorno la ratifica dell’intesa.

ACERBO E DI PAOLA: «UNA BUFFONATA»

«La decisione del Presidente Roberto De Camillis di avallare la richiesta di centrodestra e centrosinistro di convocare il Consiglio Comunale a cinque giorni dalle elezioni e' una buffonata», commentano Maurizio Acerbo, candidato presidente Regione Abruzzo e Loredana Di Paola, candidata sindaca L'altra città.

«Una decisione così importante, che segnerà la storia della città per decenni, non può essere assunta da un Consiglio comunale scaduto. Non si possono discutere cose così serie in un clima da ricerca del consenso a tutti i costi. Litigano su tutto ma quando si tratta di mega-progetti centrodestra e centrosinistra vanno all'unisono. Pensavamo che la telenovela fosse finita e invece tornano alla carica».

ARMATORI E MARINERIA IN ASSEMBLEA

Intanto come previsto questa mattina la marineria pescarese e gli armatori si sono riuniti in assemblea presso la sede dell' Anmi per chiedere risposte urgenti e ormai inderogabili sui problemi del porto. In caso contrario si potrebbe decidere di tornare in piazza con proteste anche eclatanti. Nel corso dell'incontro pubblico, i rappresentanti dei pescatori hanno messo sul tavolo le problematiche che non ancora trovano risposte. Pagamenti delle spettanze, ma anche chiarezza sulla possibilità di un nuovo dragaggio. All'ordine del giorno ci sono: cassa integrazione in deroga per i mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, agosto e fermo biologico del 2013; fermo biologico del 2013 per le imprese; indennizzo fermo biologico del mese di maggio; aiuti comunitari per la marineria da parte della Ue per 2,5 mln. 

«I problemi - ha detto Mimmo Grosso, presidente della società armatori - sono ancora sul tavolo. Chiediamo il pagamento della cassa integrazione in deroga per i mesi dell'anno scorso oltre che per il fermo biologico che non è dipeso dalla nostra volontà. Vogliamo sapere anche che fine hanno fatto i 2,5 milioni di euro del Piano di Sviluppo. Tante promesse, ma zero euro. La Regione e il Governo ci devono pagare. Per non parlare - dell'ipotesi del dragaggio bis. Dopo aver speso 14 mln di euro, sarebbe davvero una barzelletta perchè noi avevamo messo in atto prima dell'emergenza un piano di prevenzione e manutenzione dei porti abruzzesi. Ora è davvero arrivato il momento di passare ai fatti. Siamo pronti a manifestare di nuovo, se costretti». Il rappresentante dei pescatori Gabriele Correntini ha spiegato che «oggi siamo di nuovo al limite. Noi vogliamo lavorare e non scendere in strada per manifestare. Quanto accaduto negli anni scorsi é stato perchè disperati. Ora aspettiamo, dopo le elezioni, che i governanti vadano incontro alle nostre richieste».