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Arpa: salta la mediazione del prefetto di Chieti

I sindacati contestano le inadempienze della Regione

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Arpa: salta la mediazione del prefetto di Chieti




CHIETI. Accordo mancato: si è chiuso così il secondo tentativo di “raffreddamento” delle tensioni tra l’Arpa ed i sindacati chiamati al tavolo delle trattative dal prefetto di Chieti, Fulvio Rocco de Marinis. Assente la Regione, che di fatto è la grande accusata di questa vicenda, l’Arpa era rappresentata dai vertici amministrativi (Michele Valentini, Michele Litterio e Antonio Montanaro) mentre era al gran completo la delegazione sindacale Cisl, Cgil, Uil e Faisa Cisal.
In sostanza era stato chiesto l’intervento del prefetto per mediare tra la sostanziale inerzia dell’Arpa e le posizioni sindacali (più personale, visto che mancano 100 autisti, più trasformazioni di contratti part-time in full-time, sblocco dei fondi regionali la cui mancanza sta asfissiando l’azienda regionale dei trasporti).
«Perché non è vero che l’Arpa è in fallimento - sostengono i sindacati – dobbiamo avere una marea di soldi ed il bello è che questi soldi ci sono, ma non ce li danno».
 Il riferimento è ai circa 15 mln che dovevano arrivare dal 2003, ai 2 mln di km autorizzati dalla Regione, ma non “contribuiti” (si tratta di circa 6 mln l’anno), al saldo per l’acquisto della Paoli bus, alla copertura degli acquisti dei depositi di Sulmona e L’Aquila, insomma una serie di impegni non mantenuti che hanno messo in crisi la salute economica dell’Arpa.
Ma ieri in prefettura c’è stato il solito rimbalzo delle responsabilità con la chiamata in causa degli assenti: la dirigenza Arpa si è detta impotente rispetto alle inadempienze della Regione, anche se ha dato la sua disponibilità alla trasformazione di 10 contratti part-time per dare respiro al personale viaggiante.
La richiesta dei sindacati (Alessandro Di Naccio, Fit Cisl, Giuseppe Murinni, Uilt Uil, Luciano Lizzi, Faisa Cisal) rimane quella di applicare le norme della legge di stabilità 2014 per ridare fiato alle casse. Si tratta però di presentare un Piano industriale credibile e supportato, sul quale recentemente sembrano aver trovato un accordo la presidenza Arpa e la Direzione regionale trasporti. Ma con le elezioni così vicine sarà difficile operare in tempi brevi, anche se i sindacati non sotterrano l’ascia di guerra e preannunciano altre manifestazioni a tutela dell’azienda che è un patrimonio di tutti.

Sebastiano Calella