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Chieti, una passeggiata ecologica per dire no al raddoppio del Megalò

Iniziativa di Confcommercio e Wwf domenica prossima

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Chieti, una passeggiata ecologica per dire no al raddoppio del Megalò

Parco fluviale




CHIETI. «Un segnale di forte contrarietà, di Confcommercio e delle altre associazioni alla realizzazione degli ulteriori Megalò 2 e 3, che assesterebbero il colpo definitivo, commercialmente parlando, mortale, per i piccoli commercianti e i loro dipendenti, di Chieti e dell'intera Regione Abruzzo».
E’ questo lo scopo della ‘passeggiata ecologica informativa’ organizzata da Confcommercio Chieti e Wwf, per domenica 11 maggio , lungo la strada golenale sulla sponda destra del fiume Pescara con partenza alle ore 10 (appuntamento alle ore 9.30) nei pressi dell'ingresso del cosiddetto "parco fluviale".
Si tratterà di una breve passeggiata, spiegano gli organizzatori, con alcune soste intermedie durante le quali esperti forniranno informazioni sull'ambiente circostante. Si prevedono circa 40 minuti di cammino all'andata e altrettanti al ritorno su strada pianeggiante. La conclusione è prevista intorno alle 12.30.
Interverrà anche il trio satirico teatino di Chiese & Ottese.
«La nostra Regione», protesta Confcommercio, «occupa uno dei primi posti in Italia per densità della grande distribuzione (centri commerciali) rispetto alla popolazione. L'Abruzzo ha piu' metri quadrati perfino della Lombardia».
La maggior parte dei centri commerciali d'Abruzzo sono insediati poi proprio nell'area Chieti Pescara, in particolare a Chieti città è situato il più grande con una galleria contenente circa 100 attività, oltre a un multisala cinema.
«Dall’apertura del Megalò nel 2005, complice anche la crisi economica», denuncia Confcommercio, «è cominciato il declino commerciale delle attività storiche di Chieti e dei comuni limitrofi, e il centro storico di Chieti è ormai quasi svuotato di attività commerciali e di passeggio turistico e di cittadini locali».
Altri due grandi centri commerciali (Megalò 2 e 3) sono in progetto di realizzazione e l’associazione di categoria non nasconde la propria contrarietà: «quante centinaia di piccoli negozi del circondario continueranno a chiudere, quante migliaia di posti di lavoro si continueranno a perdere? Se già i negozi esistenti faticano a sopravvivere, anzi in migliaia sono già commercialmente morti, che necessità si ha di costruire altri centri commerciali in Abruzzo?»