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Elezioni regionali, Di Matteo ha ancora il suo fascino e fa il pienone

Raimondi: «ritirare candidatura di Bonetta»

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Elezioni regionali, Di Matteo ha ancora il suo fascino e fa il pienone




ABRUZZO. C’era qualcuno (Rifondazione Comunista) che gli aveva chiesto un passo indietro per la sua militanza nel ‘partito dell’acqua’.
Invece Donato Di Matteo, sventolando l’archiviazione nel procedimento dell’acqua contaminata a Bussi, si è candidato regolarmente con il suo partito (il Pd) e oggi riempie pure i palazzetti dello sport a dimostrazione che la ‘vecchia politica’ ha ancora oggi il suo fascino e il suo appeal, checchè ne dicano i grillini. Due sere fa c’erano quasi 2.500 ad ascoltarlo a Cepagatti. Al suo fianco anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano e il candidato sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.
Di Matteo ha ripercorso le tappe della sua carriera politica, ricordando i successi ma non nascondendo nemmeno il dispiacere per essere stato in passato costretto ad una pausa a causa dei giochi della politica «che lo ha sempre temuto per la sua straordinaria capacità di raccogliere consensi». Un controsenso della politica che Di Matteo ha sottolineato più volte, chiedendo apertamente al suo partito di non nascondersi dietro ad un atteggiamento radical-chic ma di abbracciare il popolo «che deve essere l’unico destinatario di ogni sforzo possibile della politica sana».
«No ai mestieranti della politica ma apertura alle idee e alle persone che sono capaci di realizzarle», ha detto. Ha poi approfondito il programma politico per il futuro governo regionale. E’ intervenuto anche il comico Nduccio (già assessore comunale a Montesilvano nell’ex giunta Di Mattia) che ha sostenuto che qualche giornalista «perde troppo tempo a cercare lo scandalo a tutti i costi e spesso senza i dovuti approfondimenti delle posizioni delle persone».
Alcuni giorni fa un analogo convegno sul trasporto (Di Matteo è stato anche ex assessore regionale) aveva collezionato alter centinaia di presenze e l'intervento di numerose figure istituzionali di vario livello.
Di Matteo è candidato nelle fila del Pd, un ‘colpo’ che non è riuscito, invece, al collega Giorgio D’Ambrosio, fatto fuori dal partito e inserito al fotofinish in una lista di supporto a D’Alfonso. La questione ha creato diversi mal di pancia ma gli animi oggi sembrano decisamente più tranquilli rispetto a qualche giorno fa.

TSIPRAS ED IL NUOVO CASO BONETTA
Intanto sempre il centrosinistra dopo lo scandalo della lista certificata anche da una firma di una persona deceduta si arricchisce di un nuovo capitolo con l’avviso di garanzia recapitato al professor Gaetano Bonetta, ex componente del cda del Teatro Marrucino - nominato dall’attuale sindaco di Chieti (Nuovo Centro Destra) e oggi candidato in una lista civica a sostegno di D’Alfonso.
Enrico Raimondi, candidato al Consiglio Regionale per la Lista “un’Altra Regione con Acerbo”, ricorda che secondo il codice etico «il Pd e l’intero centrosinistra dovrebbe ora pretendere il passo indietro del professor Bonetta, anche in ragione del fatto che questa vicenda che afferisce al ruolo istituzionale, potrebbe portare tra qualche mese alla sua decadenza qualora fosse eletto. Poiché nel centrosinistra», spiega Raimondi, «nessuno avrà il coraggio di protestare per questa vicenda in quanto prevale la logica di vincere ad ogni costo (basti pensare alle liste civiche di D’Alfonso zeppe di candidati provenienti dal centrodestra), rivolgo l’invito ai cittadini che hanno ancora saldi i valori della sinistra a votare il 25 maggio la lista ‘un’altra regione con Acerbo’»