IL PORTO DELLE RABBIE

Porto Pescara: sabato assemblea della marineria su questioni irrisolte

«Che fine hanno fatto i 2 milioni di euro del Governo?»

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Porto Pescara: sabato assemblea della marineria su questioni irrisolte




PESCARA. La marineria di Pescara annuncia una assemblea per sabato alle 10 nella sede della Associazione armatori, nel corso della quale si parlerà «degli indennizzi che sono stati promessi ma non sono mai arrivati».
Ma anche di «una manifestazione di protesta eclatante, considerato che i problemi sono ancora tutti in piedi». Le questioni che solleva l'Associazione Armatori sono diverse: come prima cosa «i dipendenti sono ancora in attesa di percepire le somme della Cassa integrazione in deroga per i mesi di gennaio, febbraio, marzo e aprile del 2013 e il fermo biologico del 2013, sempre per gli imbarcati. Somme annunciate ma mai erogate». Poi «gli armatori, cioe' le imprese, non hanno ancora ricevuto l'annunciato fermo biologico per l'anno 2013» e infine i due milioni e mezzo che il Governo ha destinato alla marineria pescarese, danneggiata a lungo dal mancato dragaggio del porto, «sono ancora bloccati e non si capisce cosa stia facendo la Regione, considerato che i mesi passano e la questione non si sblocca».
Per quanto riguarda l'iter del Piano regolatore portuale l'Associazione chiede di essere invitata a seguire i lavori del Consiglio comunale (che qualcuno vorrebbe far svolgere a porte chiuse), essendo armatori e lavoratori «i diretti interessati».
L’associazione ricorda di aver «gia' spiegato com'e' il porto che serve a questa citta'. Non e' quello previsto nel Prp», mette in evidenza.
Le istituzioni vengono inoltre invitate a coinvolgere la marineria «ogni qualvolta si prendano decisioni relative a questo settore». L'Associazione, piu' volte scesa in piazza per denunciare la situazione dei fondali del porto, chiede agli amministratori di farsi carico di queste problematiche «che restano prioritarie per molte famiglie, nonostante la campagna elettorale in corso»

CORNELI E SANTORI: «ATTIVARE LA PRIMA FASE, CON LA DEVIAZIONE DEL FIUME E L’ALLUNGAMENTO DEL CANALE»
«Per rilanciare Pescara a otto anni dall’approvazione del Piano regolatore portuale da 120 milioni di euro, bisogna attivare la prima fase della delibera di indirizzo del 2006, che prevede la deviazione del fiume e il prolungamento del canale». Così il candidato sindaco di “Abruzzo Civico-Pescara a colori”, Florio Corneli, e il candidato al consiglio regionale per la circoscrizione Pescara Bruno Santori sul Piano regolatore portuale.
«Gli obiettivi del Piano erano sia quello di proiettare Pescara sia verso le attività legate al traffico passeggeri», spiegano, «sia di inserirla nell’asse di collegamento Lisbona-Barcellona-Civitavecchia-Pescara-Croazia-Europa centro-meridionale».
«Finora in otto anni sono stati realizzati interventi per circa 600mila euro», proseguono, «ma oggi, con una situazione economica ribaltata rispetto al passato, bisogna attivare subito la prima fase, da 15-20 milioni, che prevede la deviazione del fiume e il prolungamento del canale per portare l’acqua oltre la diga foranea e successivamente proseguire con l’intervento della darsena commerciale. Inoltre», aggiungono, «occorre liberare lo scalo dalla schiavitù dei frequenti e costosi dragaggi, come l’ultimo intervento da 13 milioni di euro».
«Sentite le categorie interessate», concludono Corneli e Santori, «riteniamo che successivamente si potrà stralciare l’intervento sulla darsena per la pesca da circa 50 milioni di euro».