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Aumenti cubature stabilimenti, il piano approda in Consiglio regionale, Acerbo: «fuori tempo massimo»

«Blitz dell’assessore Di Dalmazio»

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Aumenti cubature stabilimenti, il piano approda in Consiglio regionale, Acerbo: «fuori tempo massimo»




PESCARA. «Il nuovo Piano Demaniale Marittimo Regionale sancisce una ulteriore occupazione del demanio pubblico: si prevedono aumenti di cubatura sui litorali delle città in base al numero degli abitanti».
E' quanto sostengono Maurizio Acerbo, candidato alla presidenza della Regione Abruzzo, e Loredana Di Paola, candidata alla carica di sindaco della città di Pescara, alle elezioni del 25 maggio prossimo. I due chiedono che il documento non venga portato nei prossimi giorni in Consiglio regionale, così come previsto, ma che la questione torni in aula con la nuova legislatura.
Gli incrementi per gli stabilimenti balneari partono dal 10% per città al di sotto dei 50 mila abitanti, al 20% oltre i 50 mila fino ad di arrivare al 30% per città oltre i 100 mila abitanti. Inoltre le nuove norme danno la facoltà ai comuni di disattendere la quota del 20% di spiagge libere oggi previste dal PDM

«NON E’ PROVVEDIMENTO URGENTE»
Secondo i due il Piano demaniale marittimo è un provvedimento importante, destinato a condizionare la gestione delle aree costiere per gli anni a venire e si contesta «la pretesa» dell'assessore Di Dalmazio di porlo in votazione in un periodo di prorogatio «non trattandosi nemmeno di un provvedimento urgente e indifferibile. Va dunque attuato da un consiglio regionale nel pieno delle sue funzioni, in modo da poter lasciare ampio spazio alla riflessione e alla condivisione delle scelte».
Acerbo e Di Paola parlano di un vero e proprio blitz a pochi giorni dal ricorso alle urne e nel pieno di una campagna elettorale.

‘L’ALTRO BLITZ’ IN CONSIGLIO COMUNALE A PESCARA
«Identico blitz - proseguono-, ancora una volta gestito in collaborazione tra la coalizione di centrodestra e quella di centrosinistra, e' quello per il passaggio in consiglio comunale a Pescara del Piano Regolatore Portuale fissato per il 16 maggio prossimo, ad una settimana dal voto».
 Secondo i due candidati si tratta di una decisione sul piano politico «gravissima» e su quello della legittimita' «assai dubbia». «Un consiglio uscente puo' riunirsi in sessione straordinaria solo per improrogabili motivi di urgenza e necessita'. Esprimersi su un atto di pianificazione non rientra certo tra questi casi», sottolineano Acerbo e Di Paola stigmatizzano anche la decisione di tenere il consiglio a porte chiuse: «su una questione del genere si discute a porte aperte e con il massimo coinvolgimento della cittadinanza e delle categorie interessate».
L'aspirante governatore e l'aspirante sindaco chiedono di rimandare l'esame di entrambi i provvedimenti alle prossime consiliature «per non assumere provvedimenti affrettati di pura natura elettorale con conseguenze potenzialmente devastanti».
 
M5S: «NON SIAMO IMPREPARATI»
Il Movimento 5 Stelle, invece, respinge al mittente le accuse di Armando Foschi che aveva accusato i grillini di essere disinformati sulle questioni che riguardano il porto.
«Peccato che uno di loro – l’ing. Carlo Spatola Mayo –», replicano, «sia un ingegnere idraulico e abbia studiato, con brillanti risultati, costruzioni marittime nel 1985 presso l’università di Roma proprio con il professor Noli, il progettista del Piano regolatore portuale in questione. Il quale ultimo, però, è anche legato alla società Estramed che a suo tempo fornì la propria consulenza al Genio civile per le Opere Marittime di Ancona circa i problemi di deflusso causati dalla diga foranea e che evidentemente espresse un parere favorevole alle opere che poi si sono rivelate costosissime e mal progettate. Quindi forse i grillini non sono così impreparati e disinformati, e probabilmente sono in grado di formarsi un’opinione più realistica e meno propagandistica di ciò che è accaduto e di ciò che potrebbe accadere, discutendo ad armi pari con coloro che a suo tempo, come consulenti, non si resero conto dei problemi di interrimento della diga foranea, e che per questi speciali meriti, vengono incaricati di nuovo dalla politica locale, di cui Foschi incarna benissimo lo spirito e la lettera, di risolvere il problema che loro stessi non avevano saputo prevedere».

OPERATORI: «NO A STRUMENTALIZZAZIONI»
«Rimaniamo allibiti dinanzi alle dichiarazioni rilasciate durante una campagna elettorale che ancora una volta usa il porto per recuperare voti mettendo a serio rischio lo sviluppo tanto atteso», commenta invece  il coordinamento degli Operatori portuali di Pescara a proposito del Piano regolatore portuale. Gli operatori contestano «chi fa promesse di progetti alternativi ipoteticamente 'più semplici e meno dispendiosi' senza che abbiano alcun valore tecnico-scientifico». Secondo il coordinamento tali progetti «non tengono in considerazione che l'attuale tipologia di dimensioni di navi è profondamente cambiata da quelle del passato. Non si può parlare ora di nuovi progetti, dopo sette anni - si legge in una nota -, quando si è ormai giunti alla fine di un processo che ha visto il dispendio oltre che di tempo anche di ingenti quantità di denaro pubblico».

ALESSANDRINI: «SI DEVE ANDARE AVANTI»
Per il candidato Marco Alessandrini (Pd) «il progetto si può migliorare, ma deve andare
avanti perché alla città  serve il porto. Non possiamo correre il rischio di lasciare un’eterna incompiuta».
«Il rischio che si corre contestando il progetto che aspetta da ben cinque anni di entrare nella fase esecutiva è questo», spiega, «che Pescara non abbia il porto in un futuro immediato. Un rischio concreto, considerato  il tempo passato fino ad oggi e le risorse impiegate senza arrivare ad una soluzione capace di dare a Pescara il porto che merita e in tempi brevi. Tutto si può migliorare, anche il progetto, peraltro a suo tempo  ampiamente condiviso nella sua gestazione con tutte le voci di categoria  interessate e addette ai lavori, quando l’amministrazione di  centrosinistra lo ha varato. Ma ora bisogna procedere senza mettere a
rischio le risorse disponibili per realizzarlo e gli obiettivi che sono  quelli di dare alla città un porto che funzioni economicamente,  commercialmente, turisticamente e per il comparto pesca».