LA STORIA

Contratti precari, quando è il sindacato a non tutelare il lavoratore

Ial Cisl, giudice lavoro: «contratti a progetto fasulli»

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ABRUZZO. 35.279 euro di risarcimento dallo Ial Cisl ma i soldi non arriveranno mai a destinazione (in questo caso un lavoratore inquadrato non correttamente).
La causa di lavoro si è conclusa un anno fa per Gabriele Altobelli, ex dipendente a tempo indeterminato dello Ial Cisl Abruzzo, ma dei soldi nemmeno l’ombra né mai  potranno essere recuperati dato il provocato fallimento dell'ente.  La qualifica di dipendente a tempo indeterminato gli è stata riconosciuta da un giudice del lavoro perché lui con l’istituto del sindacato aveva sempre e solo firmato contratti temporanei…
Nei giorni scorsi per alcuni ex responsabili e dipendenti dello Ial Cisl è arrivata una mazzata pesantissima con la sentenza della Corte dei Conti che li obbliga a versare alla regione 23 milioni di euro. Uno scandalo di vecchia data che attende ancora l’esito della giustizia penale e che nel frattempo ha lasciato sul campo decine di vittime tra cui anche gli ex dipendenti e docenti non pagati o pagati meno del dovuto per un inquadramento più favorevole da parte dello stesso sindacato.
Così anche questa storia partita dalle aule dei corsi di formazione è approdata in tribunale.
L’attesa per l’ex lavoratore è stata lunga ma poi la giustizia presenta il conto. Ne sa qualcosa, come detto, Altobelli, che di anni ne ha aspettati quasi 10 se si calcola il primo contratto a progetto firmato con lo Ial Abruzzo.
Una sentenza di un tribunale gli ha riconosciuto la natura subordinata del rapporto di lavoro contro lo stesso sindacato che gli negava in primis di essere dipendente dello stesso, a tempo indeterminato, di conseguenza gli ha negato la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali quali cassa integrazione e mobilità. Lo Ial non si è mai costituito in giudizio ed è stato condannato in contumacia. 

Altobelli ha intentato la causa raccontando di aver svolto ininterrottamente dal febbraio 2005 al gennaio del 2008 con contratti di collaborazione occasionale e con contratti a progetto incarichi di tutor, docente, coordinatore, segretario.
Un vero e proprio lavoro subordinato, sebbene dai contratti non emergesse, seguendo specifici ordini impartiti dai responsabili dell’istituto con orari fissi (dalle 8 alle 14 e due rientri settimanali dalle 14 alle 20). Storie di ordinario precariato e sfruttamento che fa ancor più impressione perché il datore di lavoro è collegato ad un sindacato che avrebbe nel suo dna e nella sua ragione d’essere la tutela dei lavoratori.
Nel corso della causa, l’ispettrice della direzione provinciale del lavoro de L’Aquila ha confermato il carattere fittizio dei contratti di collaborazione stipulati con Altobelli, in veste di collaboratore, perché lui aveva svolto le sue mansioni sotto il vincolo della subordinazione.
Dario Gabriele Mazzulli, ex direttore dell’istituto, ha poi confermato che l’uomo aveva svolto in via continuativa mansioni di addetto alla segreteria, alla organizzazioni dei corsi di formazione professionale seguendo gli orari fissi.
Il giudice ha trovato riscontro anche nella documentazione e alla fine ha riconosciuto la subordinarietà dal febbraio del 2005 a gennaio 2008.  
Lo Ial Cisl è stato dunque condannato ad erogare al lavoratore la mobilità per 2 anni e mezzo,
e a seguito della sentenza l'Inps ha dovuto liquidargli il Tfr... e tutto dopo aver lavorato nel sindacato, occupandosi di formazione.