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Abruzzo. Manifesti abusivi in vetrina, proteste in tutta la regione: si chiede il rispetto delle regole

A Teramo da 5 giorni via i ‘faccioni’ dei candidati

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Abruzzo. Manifesti abusivi in vetrina, proteste in tutta la regione: si chiede il rispetto delle regole




ABRUZZO. Con una nota inviata al prefetto di Pescara, il candidato sindaco de La Grande Pescara, Alessio Di Carlo, ha chiesto la verifica della affissioni dei candidati alle prossime elezioni regionali.
E' solo l'ultimo grido di protesta che da diversi giorni si propaga in tutta la regione. La situazione è semplice quanto paradossale: una norma vieterebbe l'esposizione di manifesti elettorali nelle sedi dei candidati ma questa norma non sarebbe rispettata e le istituzioni e le forze dell'ordine non sanzionano le violazioni.
Sulla scia di quanto sta accadendo a Teramo da giorni, infatti, si vuole capire anche nelle altre città se sia lecito o meno lasciare in bella mostra le facce dei candidati sulle vetrine delle sedi dei partiti e dei comitati. Insomma se nel Teramano è tutta una corsa a coprire i volti come mai nel resto della regione di politici sorridenti sui manifesti se ne vedono ancora tanti?
Una legge, infatti, vieta, nei 30 giorni che precedono il voto, l’esposizione dei soli volti – ma non dei nomi – in spazi diversi da quelli riservati dai Comuni. Dunque i manifesti elettorali vanno affissi esclusivamente negli spazi previsti, vale a dire i tabelloni già posizionati in diversi punti del territorio comunale. Nelle sedi elettorali, invece, possono essere posizionati o rivolti verso l'interno oppure a una distanza di mezzo metro dalle eventuali vetrine che danno sulle strada.
Nei giorni scorsi il prefetto Valter Crudo ha dato ragione al Movimento 5 Stelle che aveva sollevato la questione e chiesto il rispetto delle regole mentre gli altri partiti si erano detti disponibili ad accettare con una certa tolleranza la presenza dei faccioni sorridenti. Così da cinque giorni in città e in tutta la provincia è corsa a coprire i volti dei candidati che sono comparsi, come ad ogni tornata elettorale, nelle vetrine delle sedi elettorali. C’è chi lo ha fatto e chi tergiversa ma nel caso in cui i cittadini segnalino la presenza dei manifesti abusivi in vetrina i vigili devono intervenire.
A Pescara dunque, Di Carlo, facendo riferimento ad una nota emanata in questi giorni dal Ministero dell'Interno di seguito all'interrogazione promossa dalla Prefettura di Arezzo, ha chiesto, in caso di accertamento della irregolarità, la rimozione del materiale di propaganda affisso abusivamente.

Ieri intanto a Giulianova gli attivisti del M5S si sono recati al comando dei Vigili Urbani per chiedere il rispetto di quanto disposto dalla circolare della Prefettura. «Ci dispiace per i signori de "la rabbia costruttiva" e per quelli che vogliono "essere differenti" ma crediamo che il rispetto delle regole sia la base della convivenza civile. Siamo poi certi che questa piccola iniziativa avrà un effetto positivo anche sul decoro urbano, biglietto da visita della nostra Città, che l'attuale Amministrazione ha dimostrato di trascurare
completamente».

Su Facebook è comparso anche un gruppo ‘Facce da abusivi’ che segnala i casi di manifesti elettorali che non rispettano il regolamento.
Se la legge c'è perchè non viene rispettata? Se invece chi denucia si sta sbagliando perchè non dirlo in maniera chiara e autorevole?