IL FATTO

Porto Pescara, Consiglio straordinario 9 giorni prima del voto. Rc: «folle»

Acerbo e Di Paola contro la decisione della conferenza dei capigruppo

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Maurizio Acerbo

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PESCARA. «E’ davvero folle, antidemocratica e scorretta la decisione di convocare il Consiglio Comunale in piena campagna elettorale per dare il via libera al Piano Regolatore Portuale».
Protestano Loredana Di Paola, candidata sindaco Pescara lista "L'altra città" e Maurizio Acerbo, candidato presidente Regione Abruzzo lista "Un'altra regione", per la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio a nove giorni dal ritorno al voto.
L’intenzione era stata esplicitata già il 10 aprile scorso dopo il via libera della Vas, arrivata dopo tanti mesi di attesa.
Con quella firma è partita la seconda fase della procedura durante la quale il Consiglio comunale è chiamato a ratificare l’intesa tra Comune e Autorità Marittima. E proprio qui sorge il problema perché la consiliatura è agli sgoccioli.
Mascia aveva ricordato che la norma prevede che, per situazioni urgenti e indifferibili il Consiglio può tornare a riunirsi per approvare atti di estrema importanza: «personalmente», aveva spiegato il sindaco, «ritengo che il Piano Regolatore Portuale possa essere considerato un atto vitale per la città e per la sua economia. A questo punto, con i nostri uffici, verificheremo la possibilità di portare l’atto in Consiglio comunale con una riunione straordinaria dell’assemblea».

APPUNTAMENTO PER IL 16 MAGGIO
Così ieri la conferenza dei capigruppo ha fissato per il 16 maggio la seduta straordinaria del Consiglio comunale chiamato a ratificare l’intesa che il Comune dovrà poi firmare con la Direzione Marittima. «Per evitare strumentalizzazioni della materia», la Conferenza dei Capigruppo ha chiesto di tenere la seduta a porte chiuse, a nove giorni dal voto, richiesta che non si sa ancora se verrà confermata. Intanto la prossima settimana si terranno le sedute delle Commissioni Lavori Pubblici e Grandi Infrastrutture per i pareri di merito.
«Ovviamente mi auguro che su quella delibera si trovi subito l’accordo di tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione», ha detto Mascia, «perché il Piano regolatore portuale è un atto della città e per la città tutta e non può conoscere contrapposizione politica».
Dopo la ratifica in Consiglio comunale il Piano andrà trasmesso al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici per i pareri di competenza da esprimere entro 45 giorni, poi lo strumento dovrà di nuovo essere approvato dalla Regione Abruzzo, dunque comunque, nella migliore delle ipotesi, saranno necessari ancora 5 o 6 mesi per passare alla fase operativa. E qui si aprirà un altro fronte, quello del confronto con la città, con il territorio.

«E’ RIDICOLO E ANTIDEMOCRATICO» 

Ma Rifondazione è ferma e dice no. «E’ ridicolo», dicono Di Paola e Acerbo, «che chi voleva far sciogliere anticipatamente il Consiglio e far arrivare il commissario ora convenga di convocarlo. Da tempo constatiamo che sul porto centrodestra e centrosinistra hanno la medesima posizione ma la cosa non può che preoccupare visto che hanno condiviso anche il precedente devastante progetto della diga foranea e del molo di levante. Noi che ci opponemmo a quel tappo, porteremo in Consiglio il nostro dissenso spiegando per l’ennesima volta che la maniera con cui è stata chiusa la procedura VAS è per noi inaccettabile. Viene da chiedersi se centrodestra e centrosinistra le carte della Vas le hanno lette».
Per Acerbo e Di Paola è «assai discutibile e alquanto inquietante» che le controdeduzioni alle osservazioni di ordine degli ingegneri, comandanti pescherecci, armatori, ambientalisti siano state affidate agli stessi progettisti dell’opera. «Una strana Valutazione ambientale strategica (Vas) affidata agli autori del nuovo piano regolatore del porto», dicono i due. «Chi ha progettato la variante portuale si è auto-promosso, quando invece quel giudizio avrebbe dovuto prevedere il coinvolgimento e il pronunciamento di un arbitro terzo, cioè di un tecnico super partes. Inoltre basta leggere le carte per accorgersi che la valutazione dei problemi posti dalle osservazioni è stata rinviata a future nuove valutazioni. Un modo pasticciato per far andare avanti a ogni costo un mega progetto».