IL FATTO

Abruzzese morto in Messico, salma bloccata in Messico da 4 mesi

Ieri il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione

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Abruzzese morto in Messico, salma bloccata in Messico da 4 mesi




ABRUZZO. «Aiutateci a riportare a casa la salma di Lorenzo».
Da settimane la famiglia Sassanelli chiede di poter riportare in Abruzzo il corpo del tecnico di 35 anni, ucciso in Messico alla fine del 2013. Le sue spoglie non sono state ancora restituite ai familiari e il dolore per quella tragica e misteriosa scomparsa si fa ogni giorno più dolorosa perché i parenti e gli amici non hanno nemmeno un posto dove piangere il loro caro.
Ieri il Consiglio regione abruzzese ha approvato una risoluzione, presentata dal consigliere Paolo Palomba, per chiedere al Governo di fare luce sulle cause della morte dell’uomo, originario di San Salvo.
Resta ancora il mistero, infatti, su quello che sia accaduto al tecnico abruzzese. Così come non è chiaro perché la famiglia sia stata avvertita con due mesi di ritardo del ritrovamento del cadavere. Nei giorni scorsi la senatrice di Ncd, Federica Chiavaroli, ha interessato della questione anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha garantito il massimo impegno per la soluzione del caso.
La morte di Lorenzo è stata comunicata ai familiari, come detto, con due mesi di ritardo. L’uomo era scomparso il 6 dicembre 2013 da Av Oceania, una località che confina con Città del Messico. Quel giorno Sassanelli aveva preso un taxi che da Cancun, città in cui viveva con la compagna e due figli, avrebbe dovuto portarlo da un amico. Dall'amico non è mai arrivato, anzi proprio quest’ultimo ha poi riferito che Lorenzo, mentre era in macchina, lo chiamò dicendogli di non sapere dove lo stesse portando il taxi. Dopo alcuni minuti, quando l’amico riprovò a ricontattarlo, il telefono era staccato.

Due giorni dopo è stato ritrovato il suo corpo senza vita. Solo il 4 marzo l'ambasciata ha fatto sapere alla sorella di avere ritrovato il cadavere, quando erano già stati disposti l'esame del Dna e l'autopsia. Perché tutto questo ritardo? Il 13 marzo il cognato di Lorenzo ha effettuato dall’Italia il riconoscimento fotografico che ha confermato l'identità del corpo. Sono ormai due mesi che la famiglia combatte per riportare la salma in Abruzzo.
«La cosa più triste è che la sorella Alessandra non può neppure andare a pregare sulla tomba del fratello perché fra lei e il corpo di Lorenzo si frappongono decine di ostacoli», ha denunciato il consigliere regionale Paolo Palomba che ha chiesto al Consiglio regionale una chiara presa di posizione. Palomba nei giorni scorsi si era rivolto anche ad Alfano: «viste le problematiche burocratiche che la famiglia Sassanelli sta incontrando a causa anche delle richieste economiche, chiedo alle autorità italiane di intervenire. È possibile che a distanza di 4 mesi da un omicidio la famiglia della vittima non riesca ad avere neppure il conforto della riconsegna della salma?».
Il rientro della salma è a carico della famiglia Sassanelli e l'ambasciata italiana ha suggerito una colletta fra parenti e amici per reperire l’importante somma. Nel caso in cui i soldi non venissero trovati l’uomo sarà tumulato in Messico, lì dove aveva cominciato una nuova vita e lì dove ha trovato la morte.