CASE E INCHIESTE

Chieti, 7 mesi per ruotare il personale dell’ufficio casa

Già a settembre lo aveva chiesto il Consiglio comunale

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Chieti, 7 mesi per ruotare il personale dell’ufficio casa

Comune di Chieti




CHIETI. La rotazione del personale nell’ufficio casa del comune di Chieti era stata chiesta ed anche votata dal Consiglio comunale già sette mesi fa. Sembra perciò in ritardo l’iniziativa del sindaco Di Primio che nei giorni scorsi ha chiesto ufficialmente al segretario comunale la “riorganizzazione” degli uffici, travolti dalle inchieste scattate dopo l’arresto dell’ex assessore Ivo D’Agostino e messi sotto accusa anche dalla relazione della Commissione d’indagine interna al Comune, presieduta dal consigliere Gabriele Salvatore.

«Il 17 settembre scorso ho protocollato nella segreteria generale del Comune un odg (poi approvato nel consiglio comunale immediatamente successivo) con la richiesta di rotazione del personale – spiega Alessandro Giardinelli, Scelta civica, e componente della Commissione di indagine interna - ma a tutt’oggi nessuna rotazione è stata fatta, disattendendo anche la volontà del Consiglio. Questa rappresenta un’altra responsabilità politica di questa Giunta e nello specifico anche dell’assessore al personale e cioè il vicesindaco Rita Febo e del nuovo assessore alle politiche della casa Dario Marrocco, che sono stati da me ripetutamente sollecitati».
 In realtà quel 17 settembre scorso le iniziative di Giardinelli furono due: oltre l’odg protocollato, c’era anche una pregiudiziale presentata al presidente della Commissione di indagine interna. La richiesta era di procedere nei lavori della Commissione senza la presenza del personale dirigente e non dirigente dell’Ufficio dell’assessorato delle politiche della casa. 


Questa pregiudiziale fu votata favorevolmente dalla Commissione (contrari solo i consiglieri Bassan El Zobhi e Palmerino Di Renzo) ed i lavori di controllo delle pratiche continuarono senza la presenza della funzionaria Luciana Rapattoni, che invece aveva presenziato alle riunioni precedenti, pur essendo in pratica una delle “mani” che scrivevano le delibere di assegnazione delle case e dei contributi.
In effetti proprio questo odg evidenzia che da subito l’esame delle pratiche aveva suscitato perplessità per le «carenze documentali meritevoli di ulteriori approfondimenti», tanto che fin da allora Giardinelli aveva chiesto di interessare la Procura della Repubblica.
Ora però i diversi filoni di indagine scaturiti dall’arresto dell’ex assessore (le assegnazioni delle case popolari, i contributi per gli affitti e l’eventuale abuso d’ufficio della Giunta) stanno per essere unificati e le verifiche sembrano dar ragione al lavoro svolto dalla Commissione interna, il cui presidente Gabriele Salvatore è stato sentito nei giorni scorsi: si trattava di un approfondimento della relazione conclusiva dei lavori già presentata, ma che però non è stata ancora trasmessa al pm.

Sebastiano Calella