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Chieti, 5 indagati in Comune. Di Primio chiede riorganizzazione uffici

Una nuova inchiesta scuote palazzo di Città

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Chieti, 5 indagati in Comune. Di Primio chiede riorganizzazione uffici

Umberto Di Primio




CHIETI. «Le chiedo ogni utile azione a tutela della corretta gestione dell’Ente, compresa la riorganizzazione del personale e degli Uffici».
E’ questa la richiesta che il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha avanzato al segretario generale del Comune dopo alcune notizie di stampa.
Tre giorni fa il quotidiano Il Centro ha rivelato l’iscrizione nel registro degli indagati di 5 persone eccellenti per falso e abuso. Insomma una nuova inchiesta della magistratura sull’Ufficio Case dopo il caso dell’estate scorsa che ha coinvolto l’ex assessore Ivo D’Agostino con l’accusa di aver preteso favori sessuali in cambio di case.
L’ordine del pm sarebbe stato quello di acquisire tutti i dati delle domande in entrata sull’assegnazione delle case e soprattutto dei contributi perché, su alcune di queste domande, c’è il forte sospetto di favoritismi pare verso parenti di dipendenti dello stesso Comune, rivela Il Centro. 

Dopo alcuni giorni di silenzio il primo cittadino è passato all’attacco con la lettera inviata al segretario generale. E si legge: «in questi giorni a seguito di notizie apparse sugli organi di informazione locali, si è ulteriormente aggravato il clima di sospetto e di non corretto agire intorno all’Ufficio Casa del Comune di Chieti. È stata infatti divulgata la notizia che i dipendenti del sopra citato Servizio e non solo, sono sotto inchiesta per fatti attinenti la gestione dell’Ufficio stesso».
«Sino ad oggi», continua Di Primio, «nel pieno rispetto delle indagini in corso, ho evitato qualsiasi tipo di attività che in qualche maniera potesse turbarle, auspicando che gli organi preposti potessero, nel più breve tempo possibile, fare piena luce sui richiamati fatti. Oggi, però, ritengo sia necessario porre in essere tutte le iniziative di nostra competenza perché nessuna ombra continui a permanere sulle vicende dell’Ufficio Casa e sulle modalità con le quali vengono istruite le relative richieste. Non tollero più che ci sia anche il solo sospetto o dubbio, circa il corretto operato da parte di quell’Ufficio, o di altri».
Per questo Di Primio chiede «di dare corso ad ogni utile azione a tutela della corretta gestione dell’Ente».

L’acquisizione dei nuovi documenti in Comune è frutto di un nuovo filone di inchiesta, scattato dopo l’arrivo di una lettera anonima particolareggiata sui contributi in soldi erogati a parenti di alcuni funzionari dell’Ufficio casa. La polizia sta facendo le verifiche sulle assegnazioni contestate. In particolare ce ne sono due del tutto “impossibili” in quanto uno era già decaduto dal diritto perché proprietario di casa, un’alta assegnazione era stata data ad uno che aveva occupato. Poi ce ne sarebbero altre 14 contestate.
 L’irregolarità di fondo è che la legge regionale (l’autorizzazione è arrivata nel 2013) prevede che sia il funzionario a decidere attraverso una griglia di requisiti, mentre fino a ieri decideva la Giunta comunale a chi assegnare e poi il funzionario preparava la delibera.
L’acquisizione dei nuovi documenti in Comune è frutto di un nuovo filone di inchiesta, scattato dopo l’arrivo di una lettera anonima particolareggiata sui contributi in soldi erogati a parenti di alcuni funzionari dell’Ufficio casa. La polizia sta facendo le verifiche sulle assegnazioni contestate. In particolare ce ne sono due del tutto “impossibili” in quanto uno era già decaduto dal diritto perché proprietario di casa, un’alta assegnazione era stata data ad uno che aveva occupato. Poi ce ne sarebbero altre 14 contestate. L’irregolarità di fondo è che la legge regionale (l’autorizzazione è arrivata nel 2013) prevede che sia il funzionario a decidere attraverso una griglia di requisiti, mentre fino a ieri decideva la Giunta comunale a chi assegnare e poi il funzionario preparava la delibera.