NUOVISSIMO PORTO

Piano regolatore portuale Pescara, Acerbo frena gli entusiasmi: «evitiamo il disastro bis»

«L’esperienza dovrebbe consigliare prudenza»

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Piano regolatore portuale Pescara, Acerbo frena gli entusiasmi: «evitiamo il disastro bis»





PESCARA. Dal centrodestra al Pd appare incontenibile l'entusiasmo per la conclusione della procedura Vas del nuovo Piano Regolatore Portuale presso la Regione Abruzzo.
Dopo 15 mesi di attesa nei giorni scorsi è arrivata la firma che sblocca la situazione, impantanata da troppo tempo. Adesso comincia la fase 2 della procedura, ossia si dovrà sottoscrivere un’intesa Comune e Autorità Marittima, un’intesa che poi dovrà essere ratificata dal Consiglio comunale ed è qui che sorge il problema perché la consiliatura sta entrando nei 45 giorni di sospensione delle attività determinate dal voto del prossimo 25 maggio.
Intanto, complice la campagna elettorale, tutti annunciano ai pescaresi che finalmente c’è un progetto che risolverà i problemi del porto.
«Ma è davvero così?», si domanda scettico il consigliere regionale di Rc, Maurizio Acerbo. «Il coro bipartisan vede protagonisti molti dei sostenitori del precedente progetto di nuovo porto (diga foranea più braccio di levante) le cui conseguenze devastanti sono sotto gli occhi di tutti».
Anche allora il sostegno all'opera fu trasversale e generale e chi esprimeva critiche al progetto veniva tacciato di bloccare lo sviluppo della città. «L'esperienza dovrebbe consigliare prudenza», ammonisce Acerbo che scarica una sventagliata di domande: «gli esponenti politici che entusiasticamente sostengono il progetto hanno valutato le critiche al piano regolatore contenute nelle osservazioni di comandanti pescherecci, armatori, ordine degli ingegneri? Come sono state superate nella Vas? Quanti le hanno lette? Chi sono i tecnici che si sono espressi sulle osservazioni? Hanno un profilo di terzietà rispetto agli ambienti interessati a un altro mega progetto? Una lobby di tecnici, imprese e ambienti ministeriali ci ha già lasciato in eredità l'ecomostro della diga foranea. Evitiamo di fare il bis».
Invece di invocare rapide convocazioni del Consiglio Comunale per votare il sì della città al mega-progetto, come chiesto da Mascia e confermato anche da Marco Alessandrini (Pd), Acerbo chiede di esaminare per bene i contenuti della Vas.
Dopo la ratifica in Consiglio comunale il Piano andrà trasmesso al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici per i pareri di competenza da esprimere entro 45 giorni, poi lo strumento dovrà di nuovo essere approvato dalla Regione Abruzzo, dunque comunque, nella migliore delle ipotesi, saranno necessari ancora 5 o 6 mesi per passare alla fase operativa.