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Pescara, Piano Regolatore Portuale: dopo 15 mesi di attesa arriva la firma della Regione

Mascia: «adesso subito un consiglio comunale straordinario»

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Pescara, Piano Regolatore Portuale: dopo 15 mesi di attesa arriva la firma della Regione





PESCARA. La Regione Abruzzo, nella persona della dirigente Carla Mannetti, ha firmato il decreto per la Valutazione Ambientale Strategica del Piano Regolatore Portuale di Pescara.
Una firma attesa per 15 lunghi mesi, che lascia al sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, «l’amaro in bocca» perché arriva ormai a fine consiliatura, «rischiando di non darci il tempo necessario per sottoporlo alla ratifica del Consiglio comunale».
E’ questo, infatti, l’ultimo passaggio necessario e imprescindibile per poter trasmettere l’intero strumento urbanistico al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici per i pareri necessari e per dare il via libera all’erogazione dei finanziamenti che, inevitabilmente, saranno per tranche, ma che intanto permetterebbero di partire con la prima opera, sicuramente la più importante, ossia la canalizzazione del fiume per portarlo al di là della diga foranea e risolvendo così, in modo definitivo, il problema dell’insabbiamento dei fondali.
Nell’attesa della firma si sono spesi oltre 15milioni di euro per un dragaggio che comunque non rappresenta una garanzia e soprattutto ha una validità temporanea.

LA FASE 2: LA RATIFICA
Con la firma comincia una fase 2 della procedura, ossia ora si dovrà sottoscrivere un’intesa Comune e Autorità Marittima, un’intesa che poi dovrà essere ratificata dal Consiglio comunale ed è qui che sorge il problema perché la consiliatura sta entrando nei 45 giorni di sospensione delle attività determinate dal voto del prossimo 25 maggio.
Tuttavia la norma prevede che, per situazioni urgenti e indifferibili il Consiglio potrebbe tornare a riunirsi per approvare atti di estrema importanza: «personalmente», spiega il sindaco, «ritengo che il Piano Regolatore Portuale possa essere considerato un atto vitale per la città e per la sua economia. A questo punto, con i nostri uffici, verificheremo la possibilità di portare l’atto in Consiglio comunale con una riunione straordinaria dell’assemblea e penso che su tale materia troverò l’accordo di tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, perché il Piano regolatore portuale è un atto della città e per la città tutta e non può conoscere contrapposizione politica».
Dopo la ratifica in Consiglio comunale il Piano andrà trasmesso al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici per i pareri di competenza da esprimere entro 45 giorni, poi lo strumento dovrà di nuovo essere approvato dalla Regione Abruzzo, dunque comunque, nella migliore delle ipotesi, saranno necessari ancora 5 o 6 mesi per passare alla fase operativa.

LA FASE 3: IL CONFRONTO
E qui si aprirà un altro fronte, quello del confronto con la città, con il territorio. «Sappiamo che non tutte le forze produttive amano il Piano così com’è stato concepito», ha sottolineato Mascia. Qualcuno ha espresso mal di pancia per la previsione della nuova darsena pescherecci, che sarebbe spostata più a nord rispetto al porto canale, qualcuno ha espresso perplessità sugli spazi destinati al traffico merci.
«Noi siamo pronti oggi e subito dopo la fase elettorale», ha garantito il sindaco, «a sederci al tavolino con tutte le forze produttive del territorio e ad aprire la fase di confronto, ma ora l’importante è partire con il primo stralcio, ossia la deviazione e il prolungamento del fiume oltre la diga foranea, opera del costo di 15milioni di euro già disponibili nell’accordo Stato-Regione del 200»9

POZZOLANO: «BUONI PRESUPPOSTI»
«Dopo tre anni di angosce, disperazione e altre vicende – ha ricordato il comandante della Direzione Marittima Luciano Pozzolano– mi pare che oggi ci siano buoni presupposti per arrivare più speditamente al Piano regolatore portuale. Ci sarà ancora un’adozione da parte dell’Autorità marittima, poi il passaggio al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, ma metà strada è stata fatta. Siamo arrivati in extremis, ma a chi giorni fa mi chiedeva quali fossero le possibilità, ho sempre ribadito che se c’era la volontà ci saremmo arrivati».
«Ora – ha aggiunto il consigliere Sospiri – l’unica cosa che abbiamo di certo è che il processo è partito ben prima della giunta D’Alfonso, addirittura c’era l’onorevole Nino Sospiri sottosegretario alle Infrastrutture con le prove in vasca. Oggi c’è stata una firma importante che certifica che il progetto del nuovo porto è ambientalmente compatibile, non produce danni alla balneazione o all’erosione, e non è limitante per le future attività di scavo del porto canale. Il progetto sappiamo che è ambizioso, parte dalle golene per arrivare al molo di levante e si svilupperà in molti decenni, ma ha un punto focale, quello di portare il fiume oltre la diga foranea ed evitare che il bacino commerciale si intasi di detriti».

I SOLDI
«Ora il Ministro Lupi deve farci capire se i soldi ce li dà veramente», ha detto ancora Sospiri, «visto che li ha annunciati o cosa intende fare per competenza su un’infrastruttura che è sua, perché dobbiamo sempre ricordare che il porto di Pescara è stato riaperto perché la Regione Abruzzo su un’infrastruttura che non è sua c’ha messo 8 milioni di euro, perché i porti di Pescara e di Ortona sono nazionali, non regionali, e il dragaggio è costato tanto quanto costa la stima per portare il primo segmento del porto al di là della diga foranea, ossia 15 milioni di euro. Per avere la Vas c’abbiamo messo un anno e mezzo, oggi abbiamo una Vas positiva per il nostro porto, la invieremo al Ministro Lupi che tanto vuole bene a Pescara e ora ha la possibilità di farci spendere meno di quanto ci ha fatto spendere l’emergenza. Il dispositivo del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici dovrà poi essere approvato dal Consiglio regionale e chi arriverà comunque potrà tagliarlo il nastro».
«Oggi mi prendo la soddisfazione di aver riportato al Comune la Vas – ha affermato l’assessore D’Intino -. Ho già parlato con il Comandante Pozzolano per predisporre l’intesa con l’Autorità Marittima da ratificare in Consiglio comunale che potrà essere convocato in via straordinaria».

ALESSANDRINI: «SUBITO UN CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO»
Anche Marco Alessandrini, candidato sindaco del centrosinistra, concorda sul fatto che non si debba perdere altro tempo utile ma si debba subito convocare un consiglio comunale straordinario.
«Non comprendo», dice Alessandrini, «il perché l’amministrazione Mascia ne sia oggi così soddisfatta, perché il fatto che arrivi il giorno in cui il Consiglio Comunale si scioglie può significare soprattutto una cosa, che si è perso del tempo prezioso che poteva essere usato per fare andare avanti il progetto del Porto.
Un tempo che l’amministrazione uscente ha impiegato a guardare inerte l’agonia della più importante infrastruttura cittadina, senza riuscire ad esercitare alcuna pressione risolutiva verso la Regione di centrodestra che tratteneva il provvedimento, pur avendo a disposizione tutto ciò che serviva per procedere, stato di emergenza compreso. Allungando lo sguardo oltre questo passaggio, che ci sembra in odore esclusivamente elettoralistico, posso assicurare che mi rendo già da ora disponibile con tutto il gruppo del Pd a verificare la possibilità di un Consiglio straordinario per recuperare l’imperdonabile tempo perduto sia dall’amministrazione comunale uscente, sia da quella regionale anch’essa al termine. Ritardi che hanno avuto costi sociali ed economici ingentissimi per Pescara.
Ipoteche di cui certo non è elegante andare fieri».