MARE NERO

Acque di balneazione in Abruzzo, ennesimo peggioramento della qualità

La classe ‘eccellente’ perde 22 punti percentuali

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4265

Acque di balneazione in Abruzzo, ennesimo peggioramento della qualità




ABRUZZO. La Regione Abruzzo ha pubblicato ieri sul suo sito la classificazione della qualità delle acque per il 2014 delle aree di balneazione lungo la costa abruzzese, basati sui dati del quadriennio precedente (2010-2013).
«I dati mostrano un generale e vistoso scadimento della qualità rispetto al 2013 che, peraltro, era già stato un anno difficile, tanto che lo stesso Ministero della Salute aveva posto l'Abruzzo tra le regioni con le condizioni di qualità peggiori», sottolinea Augusto De Sanctis del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua.
Per poter effettuare un confronto il Forum ha paragonato le stesse stazioni monitorate per il 2013 (116 stazioni di monitoraggio) e il 2014 (117 stazioni di monitoraggio): e questi sono i risultati: classe eccellente: si passa dal 68% di tratti del 2013 al 46%, un vero e proprio crollo in un solo anno; classe buona: si passa dal 9,5% del 2013 al 25% del 2014;
classe sufficiente: si passa dall'8,5% del 2013 al 10% del 2014, classe scarsa si passa dal 14% del 2013 al 19% del 2014.
E' evidente il drastico peggioramento, tenendo conto che le altre regioni avevano, almeno fino al 2013, la stragrande maggioranza delle stazioni di monitoraggio nella classe “eccellente” (a mero titolo di esempio, l'Emilia Romagna nel 2013 aveva solo una stazione in classe “buona” e tutte le altre in classe “eccellente”).
«Da alcuni anni», continua De Sanctis, «denunciamo il peggioramento dello stato dei fiumi ridotti a fogne e discariche e la gestione disastrosa delle società di gestione dell'acqua (responsabili della depurazione), alcune delle quali sono ormai in stato pre-fallimentare».

«CHIEDERE CONTO AI FUNZIONARI»
Il Forum Acqua si chiede come mai la politica, sia di centrodestra sia di centrosinistra, non appare voler chiedere conto di tale situazione ai funzionari che da decenni occupano posizioni chiave nell'amministrazione: «Quali sono i risultati che può vantare in questo settore l'ingegner Pierluigi Caputi, direttore di lungo corso dell'Assessorato ai Lavori Pubblici nonché Commissario per la gestione del Servizio Idrico da oltre 5 anni? Come mai il comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo presieduto dall'architetto Antonio Sorgi continua imperterrito a rilasciare pareri positivi per intubare a fini idroelettrici fiumi così malridotti? Ci aspettiamo risposte a questi semplici quesiti».
«L'assessorato ai Lavori Pubblici, guarda caso con l'avallo proprio del Comitato V.I.A.», continua il Forum, «sta provando da anni a far approvare un Piano di Tutela delle Acque in cui si chiedono le deroghe fino al 2027 rispetto all'obiettivo di qualità fissato dall'Unione Europea per il 2015 (stato “buono”) per i nostri corsi d'acqua. Deroghe che, se approvate, rischierebbero di essere una vera e propria sanatoria per una situazione che danneggia pesantemente l'economia della regione basata in larga parte sul turismo. Quindi da un lato si chiedono le deroghe e dall'altro si continua ad aumentare la pressione antropica sui fiumi. Basti pensare che il Comitato VIA recentemente ha ritenuto di non far assoggettare a Valutazione di Impatto Ambientale l'intubamento del basso tratto del fiume Vomano, dove in alcuni periodi la portata scenderebbe all'8% di quella attuale. Praticamente uno dei principali fiumi della regione trasformato in rigagnolo. Servono, al contrario, misure draconiane per far rispettare tutti gli obblighi di legge e controlli ferrei sui fiumi».
Alla fine della giostra il mare diventa più inquinato a causa della gestione sempre più scadente del territorio forse perchè le società pubbliche predisposte a questo (vedi Aca, Ruzzo e le altre) sono indebitate perchè gestioni dissennate per decenni hanno badato più alle poltrone e al potere che al territorio. Dopo il danno la beffa perchè i responsabili non sono mai individuati e la politica non li ha mai voluto allontanare (anzi più d'uno rientrerà nelle liste per le prossime elezioni).
Oggi uno dei risultati di questa "politica" è il mare più inquinato e a pagare saremo tutti a cominciare dalle aziende che sul turismo vivono fino a finire con ogni singolo cittadino che rischia la salute, come pure accaduto in passato.
Dati di questo genere non rendono un buon servizio a tutta la regione e ne fanno una pessima pubblicità. Ma il governatore uscente Gianni Chiodi saprà indicare ancora una volta i responsabili in chi racconta i fatti e non in chi le sciagure le ha provocate.  

REGIONE ABRUZZO. DELIBERA GIUNTA DGR 223 31-03-14 Acque Balneazione