SCANDALO IMMENSO

Abruzzo. 2009: «negli scampi livelli di mercurio superiori al massimo consentito dalle leggi»

Lo rivela uno studio pubblicato nel 2013 su crostacei pescati in una fascia di 40 miglia dalla costa

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Abruzzo. 2009: «negli scampi livelli di mercurio superiori al massimo consentito dalle leggi»


PESCARA. Uno studio scientifico pubblicato nel 2013 rivelava che il livello di mercurio presente addirittura nel pesce (e nella fattispecie negli scampi) pescati in una ampia fascia di mare antistante  Pescara superavano i livelli massimi consentiti dalla legge.
Si tratta dell’ennesimo tassello che si va ad inserire in quel vastissimo mosaico che è lo scandalo di Bussi, della sua discarica di veleni dimenticata e della immensa contaminazione dell’acqua, della terra, del fiume e delle coltivazioni.
Lo studio, pubblicato nel 2013 su una prestigiosa rivista scientifica internazionale (Environmental Science and Pollution Research edita da Springer-Verlag), porta le firme dei ricercatori Monia Perugini, Pierina Visciano, Maurizio Manera, Maria Cesarina Abete, Stefania Gavinelli, Michele Amorena.
Lo studio, pur non individuando esattamente la fonte di inquinamento dell'ambiente che può aver causato la contaminazione degli animali, esprime preoccupazione per tale situazione.
Lo scopo dello studio era valutare il livello di mercurio e la distribuzione di selenio nei crostacei, nella carne bianca e rossa e nello specifico negli scampi.
Le analisi hanno interessato anche crostacei bolliti per capire se le sostanze velenose subivano una variazione.
La massima concentrazione è stata individuata nella carne bianca e in tutti i casi sono stati superati i livelli massimi stabiliti dalla legislazione europea. La carne rossa ha riportato la più alta concentrazione di selenio. In tutti i campioni cotti il mercurio ha mostrato addirittura un aumento statisticamente significativo rispetto agli altri campioni. Al contrario, le concentrazioni di selenio rilevati in campioni bolliti di carni bianche, carni scure hanno mostrato una riduzione.
La conclusione non poteva che essere: «I livelli elevati di mercurio individuati rappresentano un possibile rischio per i consumatori».

La ricerca pubblicata nel 2013 si basa su analisi effettuate su scampi pescati nel 2009 di fronte a Pescara, nel raggio di 40 miglia, analizzati da un team dell'Università di Teramo e del C.Re.A.A di Torino, in cui, secondo i ricercatori, sono stati riscontrati valori preoccupanti anche nella parte edule (0,78 milligrammi/kg nella "white meat" contro un limite comunitario di 0,5 milligrammi/kg; la carne bollita che i ricercatori hanno esaminato ha raggiunto anche valori superiori, di 1,05 milligrammi/kg).

Questi dati fanno il paio con quelli dell'Arta del 2012 relativi ai sedimenti del Porto Canale di Pescara, poi dragati con un grande dispendio economico.
La stragrande maggioranza dei campioni (59 su 75) è risultata avere livelli di mercurio superiore allo standard di qualità fissato dal Decreto Ministeriale 56 del 14/04/2009 (0,3 milligrammi/kg).
«Due campioni», ricorda oggi Augusto De Sanctis, del Forum Aqua Abruzzo, «presentavano valori estremamente elevati, rispettivamente di 14 e 17 milligrammi/kg, addirittura maggiori rispetto ai picchi riscontrati in una delle aree più contaminate da mercurio in Mediterraneo, la laguna di Grado (a causa dell'Isonzo che trasporta verso valle i sedimenti di una miniera di mercurio, nonché della presenza sulla costa di un impianto industriale cloro-soda, simile a quello che operava a Bussi).  Per questa ragione, e a seguito della presentazione dei dati da parte dei PM nel corso del processo, è indispensabile conoscere nel dettaglio tutto il territorio, anche per intraprendere le azioni che possono coinvolgere i cittadini (peraltro per il principio di precauzione alcune misure dovrebbero essere attivate immediatamente)».
Dunque ancora dati non pubblicati completamente e incongruenze che al momento sono di difficile spiegazione e che riguardano proprio le analisi sui fanghi del porto.

Un esempio di mappatura che fa comprendere cosa si potrebbe fare per descrivere la qualità ambientale della vallata del Pescara e del mare antistante –propone il Forum- lo troviamo, realizzato da anni, per la Laguna di Venezia (tra le tante mappe disponibili, indichiamo quella del mercurio nei sedimenti).
Tutto on-line e tutto facilmente consultabile anche dai semplici cittadini. Un altro esempio più recente è il data-base online prodotto dalla regione Campania per la Terra dei Fuochi in cui si possono leggere i valori delle sostanze per ogni singolo campionamento.
In Abruzzo invece ancora nulla di così preciso nel solco di una antica tradizione di secretazione e omertà anche se proprio questi aspetti danno fastidio a gran parte della classe politica locale.  

«Esprimiamo sconcerto per il silenzio di troppe istituzioni», aggiunge il Forum Abruzzese dei movimenti per l’Acqua, «che paiono impreparate a reagire e non aver compreso la portata del problema che dovremo affrontare come comunità. E' un disastro quasi unico nell'Europa occidentale per numero di persone coinvolte, per l'esposizione a plurime sostanze estremamente pericolose e per il fatto che tutto ciò è avvenuto attraverso varie fonti di esposizione per decenni».