LA SENTENZA

Multa con il Tutor: non c’è prova del perfetto funzionamento

Mancava la certezza sulla taratura periodica del controllo della velocità

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Multa con il Tutor: non c’è prova del perfetto funzionamento




CHIETI. Annullata una multa per eccesso di velocità, originata da una rilevazione del Tutor autostradale. Non si può, infatti, contestare questa infrazione sulla base di un dato non certo: mancava, infatti, la prova di una taratura e di un aggiornamento del sistema di rilevazione, come scrive il Giudice di pace di Cesena, Andrea Biavati, nella sentenza di una causa civile tra Full Beverage snc ed il Prefetto di Forlì Cesena. «L’oggetto del ricorso non era l’aggiramento dei principi di prudenza stradale e di pubblica incolumità – spiega l’avvocato Florenzo Coletti di Ripa Teatina, che è riuscito a far annullare la multa - ma era diretto a garantire l’automobilista da comportamenti a volte poco chiari da parte della pubblica amministrazione e dei gestori del servizio viabilità. In parole povere le norme del Codice della strada vanno rispettate dagli automobilisti, ma anche dalle pubbliche amministrazioni che debbono seguire le indicazioni del Ministero sulle modalità delle multe».
 La sentenza ripercorre la storia di questa multa, verbalizzata «utilizzando l’accertamento fornito dal sistema Sicve o Tutor per il rilevamento della velocità media in un preciso tratto di strada regolarmente individuato».
 Il ricorrente però ha eccepito che mancava ogni prova sul rispetto da parte di chi ha verbalizzato l’infrazione dell’obbligo di accertare il «regolare funzionamento» del Tutor, così come previsto da numerose circolari ministeriali. Né l’amministrazione pubblica, dopo la richiesta del giudice di pace, ha fornito prova della taratura periodica e quindi della certezza del controllo dell’apparato di rilevazione della velocità. Quindi la frase riportata nel verbale della multa sul «perfetto funzionamento» del Tutor «risulta sfornita di adeguato supporto probatorio».
 Di qui l’annullamento della sanzione, con spese compensate «visto l’orientamento non uniforme della giurisprudenza sul punto».

Sebastiano Calella