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Terremoto L’Aquila, Renzi diserta il quinto anniversario della tragedia

Cialente annuncia: «il premier non verrà»

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Terremoto L’Aquila, Renzi diserta il quinto anniversario della tragedia




L’AQUILA. Il premier Matteo Renzi ha comunicato ieri al sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, l'impossibilità ad essere in citta i prossimi 5 e 6 aprile in occasione del quinto anniversario del terremoto.
«Si è detto molto dispiaciuto di non poter condividere in quei giorni il ricordo con le aquilane e gli aquilani e ha comunque dichiarato che sarà presto in visita a L'Aquila, ha rivelato il primo cittadino. «Sono sicuro che Renzi, così come mi ha già dichiarato in una precedente telefonata, sarà di parola».
Nodo caldo resta l'incertezza dei fondi per il quale si confida proprio nel governo, altrimenti è emergenza, perché, come sottolinea l'assessore comunale alla ricostruzione Pietro Di Stefano, se il governo nazionale non invia 700 milioni aggiuntivi per il 2014 «tra un mese le risorse sono esaurite e si ferma tutto».
Dopo i circa 12 miliardi di euro già spesi, per rispettare il crono programma stilato dal Comune che prevede la ricostruzione entro il 2018, secondo Di Stefano occorrono circa quattro miliardi per l'edilizia privata e circa mezzo miliardo per quella pubblica. E dice: «La città non si arrende, anche se soffre».
Sulle risorse arriva l'impegno del sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini, che ha appena ricevuto la delega alla ricostruzione. «Lavoro a una soluzione finanziaria e legislativa stabile. Non si può tirare la giacchetta al Governo ogni sei mesi», ha detto.
Quindi la ricostruzione: oltre 300 cantieri di aggregati nel centro storico del capoluogo e 1.500 nelle zone periferiche; oltre 11.500 addetti occupati e 1.400 imprese da 86 province italiane. Nei comuni del cratere sono 662 i cantieri nelle periferie e 138 nei centri storici. In 46 mila sono rientrati in casa. Per i beni architettonici, simbolo della ripresa il restauro in corso della Basilica di Collemaggio.
«Dobbiamo riportare L'Aquila a essere meta di turismo e visite, deve tornare a vivere come luogo di attrazione turistica per aiutare lo sviluppo e la ripresa economica», ha detto ieri il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni. In tal senso, «le strategie sono finalizzate innanzitutto al recupero fisico dei beni culturali, nel senso che vanno restaurati, ma quello che preme al governo è che poi, a questo, deve seguire un percorso di valorizzazione. Questa città non può più aspettare né possiamo legare il suo destino città alle fluttuazioni politiche perché è stata una situazione in cui abbiamo dimostrato di non essere capace di essere italiani».
E Buitoni ha sottolineato che ci sono stati interventi del Kazakistan e della Germania, mentre altri interventi per L'Aquila promessi da nazioni straniere sono rimasti solo promesse. «Sarebbe una buona idea sollecitarle e lo faremo», ha assicurato Buitoni. Il riferimento è alla cosiddetta "lista di nozze", come definita nel 2009 dall'allora premier Silvio Berlusconi, di monumenti distrutti dal sisma del 6 aprile che sarebbero stati proposti da far ricostruire ai Paesi esteri che si erano offerti di aiutare l'Italia. Tra gli altri interventi anche quello della Federazione russa su palazzo Ardinghelli e della Francia sulla chiesa di Santa Maria del Suffragio, nota come "delle Anime Sante", uno dei simboli dei crolli.