ARCHIVIAZIONE

Appalti polizia: archiviata inchiesta sull’ex prefetto de L’Aquila Giovanna Iurato

Stessa sorte per l’ex vicecapo della polizia Nicola Izzo

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Giovanna Iurato

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ROMA. E' finita in archivio l'inchiesta della procura di Roma che coinvolgeva l'ex vicecapo della polizia, Nicola Izzo, l'ex prefetto dell'Aquila, Giovanna Maria Rita Iurato e un'altra decina di persone per presunte irregolarita' nell'assegnazione e nella gestione dell'appalto da 37 milioni di euro per il Centro elettronico nazionale con sede a Napoli.

Il gip del tribunale della capitale ha così accolto la richiesta avanzata dal pm Roberto Felici e dall'aggiunto Francesco Caporale.
I due magistrati avevano inizialmente ipotizzato i reati di turbativa d'asta e rivelazione del segreto d'ufficio e avevano sostenuto che Izzo e Iurato, assieme ad altre persone, avrebbero esercitato pressioni affinche' la commessa pubblica venisse aggiudicata al gruppo di imprese guidato dalla Elsag Datamat, societa' della galassia Finmeccanica, che pero' non avrebbe avuto i requisiti idonei.
Lo scorso gennaio Izzo e Iurato vennero interdetti dai pubblici uffici, misura poi annullata dal tribunale del riesame di Napoli che, accogliendo le istanze della difesa, dispose l'invio degli atti a Roma per competenza territoriale. Ma quell’inchiesta fu eclatante anche per un altro motivo. Da alcune intercettazioni rese pubbliche, infatti, emerse la 'finta commozione' della Iurato davanti alle macerie della Casa dello studente de L’Aquila.
I magistrati ricordarono che poco dopo la tragedia che mise in ginocchio il capoluogo abruzzese Iurato «scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani». Un atteggiamento che venne fortemente stigmatizzano. I magistrati napoletani fanno riferimento alla telefonata

fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010. «Commentando la sua prima giornata ufficiale - scrissero i pm - nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato «una città inesistente, che non c'è»), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso».
Iurato ha sempre smentito questa ricostruzione dei fatti della Procura la quale è tornata sui propri passi chiedendo l’archiviazione.
Arrivò come prefetto all'Aquila nel maggio 2010, in piena emergenza terremoto, per sostituire Franco Gabrielli, e rimase nel capoluogo abruzzese fino all'ottobre 2012, quando tornò a Roma per assumere il ruolo di capo dell'Ispettorato generale di amministrazione del ministero dell'Interno.
«La risata? sono stata fraintesa. La mia era una reazione emotiva al telefono, nient'altro», disse, «erano risate amare, nessuna ironia».